10 - La documentazione giuridica, 2001

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LA DOCUMENTAZIONE GIURIDICA[1]

(R. p.)

Sommario 

1. Introduzione : documentazione cartacea ed elettronica ; criteri di indicizzazione e di ricerca dei documenti. 2. Dati normativi :fonti normative;identificazione degli atti normativi ;documentazione su supporto cartaceo : pubblicazioni ufficiali e private, repertori ; banche dati legislativi. 3. Dati giurisprudenziali :la documentazione ufficiale ; la documentazione cartacea non ufficiale : massimari e repertori ;  la documentazione per via  informatica. 4. Dati dottrinali : libri e riviste ; enciclopedie giuridiche ; bibliografie.5.  Sistema informativo del Parlamento

1. Introduzione

1. 1. Documentazione cartacea e documentazione  elettronica

Una ricerca di carattere giuridico, dalla più semplice alla più complessa, ha logicamente come prima fase o punto di partenza la individuazione degli atti o documenti giuridici pertinenti alla ricerca stessa, alla quale  seguono le fasi di ricerca materiale dei testi, e quindi di interpretazione e valutazione degli stessi.

            Nella realtà la ricerca non si sviluppa mai secondo questa sequenza ma procede spesso per salti in avanti ed indietro da una fase all'altra, in un gioco di reciproco condizionamento. Determinante è la professionalità del ricercatore.

            I documenti oggetto di  ricerca possono consistere in  un atto normativo, in un atto di applicazione di una norma ( sentenza o atto amministrativo), in uno scritto dottrinale attinente al diritto[2] Dipende dall'oggetto della ricerca se sono interessate tutte queste categorie di atti o soltanto qualcuno di essi.

Il documento giuridico è costituito, di norma, da un testo scritto in linguaggio naturale su supporto cartaceo (in passato di argilla, legno, pietra, bronzo, cuoio, papiro, pergamena), ma può essere scritto anche in linguaggio binario (bit) registrato su supporto idoneo alla elaborazione elettronica ( nastri e dischi magnetici, dischi ottici, ecc.).

            Una distinzione deve quindi essere fatta tra documentazione cartacea e documentazione elettronica.

            Un’altra distinzione importante si riferisce alla provenienza della pubblicazione contenente il testo dell’atto giuridico per cui la documentazione (cartacea o elettronica) può essere pubblica o privata.

I sistemi e le metodologie di conservazione, trasferimento e recupero dell’informazione sono stati radicalmente trasformati con l’applicazione delle tecniche informatiche. Nel campo del diritto ciò ha consentito la formazione di imponenti banche dati giuridici.

            Che cosa è una banca dati? Una biblioteca o un archivio tradizionale ( in quanto formato da un complesso di documenti e da un sistema di classificazione o di indicizzazione che ne consenta il reperimento) costituiscono in senso lato una banca dati. Il concetto non è nuovo. Tuttavia nel linguaggio odierno il sintagma banca dati si è affermato per designare sistemi di raccolta, conservazione, elaborazione e ricerca di dati di qualsiasi natura mediante strumenti elettronici (computers)

            Concorrono alla formazione e gestione di una banca dati: i dati, il computer, le telecomunicazioni. In relazione alle tre componenti si possono distinguere tre categorie di operatori: il produttore di dati, il gestore della banca dati ( serveur-host) e il distributore.

Il produttore raccoglie o produce i dati in forma leggibile per il computer. Un produttore di dati può rifornire più banche dati.

Il serveur (host computer) organizza e conserva nel computer le differenti fonti di dati provenienti dai produttori. Esso possiede o crea il software necessario per elaborare i dati  e per renderli consultabili da parte dell’utente. Un host computer può gestire più banche dati e all’inverso una stessa raccolta di dati può essere disponibile presso diversi host computers.

Il distributore è colui che realizza o dispone di una rete di telecomunicazioni specializzate per la trasmissione dati che consente di collegare l’utente (terminale) ad un serveur o host computer posto in una qualsiasi parte del mondo.

Le tre figure di operatori,  benché concettualmente distinte, tendono ad integrarsi in una sola entità, specialmente le prime due.

Quella cosi descritta è una banca dati on line, in cui grandi masse di informazioni sono gestite con un programma di information retrieval da un computer (host computer) al quale, tramite una rete telematica, può essere collegata una grande quantità di terminali .

Ma una banca dati può essere anche off line ossia contenuta (memorizzata) in un cd-rom (compact disk-reading only memory). Con questa più recente tecnologia viene meno la necessità del collegamento ad una rete.

Rispetto alla memoria magnetica di un floppy disk (memoria volatile, soggetta a smagnetizzazione  e quindi a perdita di dati) la memoria del CD-Rom è indelebile, perché “incisa” su di una superficie metallica da un raggio laser. Per tale ragione il CD-Rom è un disco di memoria di sola lettura, in quanto il suo contenuto non può essere modificato. Il CD-Rom ha inoltre una capacità di memoria di gran lunga superiore a quella assai limitata di un floppy disk. Per la sua inalterabilità e per l’ampiezza di memoria  il CD-Rom si è rivelato lo strumento più idoneo per l’editoria elettronica. Se un inconveniente esso presenta è proprio nella editoria giuridica ove esistono documenti a struttura aperta, le leggi, che sono soggette a modifica, per cui l’aggiornamento, date le caratteristiche del CD-Rom, è possibile soltanto con la produzione di un nuovo disco. Nel campo della editoria giuridica ciò avviene di solito con un intervallo non inferiore a due mesi. A fronte di questo inconveniente, peraltro superabile ricorrendo agli  strumenti della editoria  tradizionale, sta il grande vantaggio di avere presso di sé in pochi dischi l’intera raccolta della legislazione e della giurisprudenza di un paese ed essere svincolati da problemi di collegamento. Il vantaggio diventa particolarmente sensibile quanto più la consultazione è frequente.

Ormai tutti gli editori che pubblicano raccolte di testi normativi o repertori giuridici generalmente affiancano alla editoria tradizionale (stampa) la versione degli stessi testi in cd-rom.

Le banche dati giuridici on line e quelle off line non devono essere considerate come alternative ma piuttosto come complementari. Grosso modo, in Europa le banche dati off line sono appannaggio prevalente delle case editrici di testi giuridici, le quali intervengono in settori del diritto più suscettibili, ratione materiae, di profitto. Ciò è accaduto anche in passato ed accade ancora con i mezzi tradizionali di diffusione della informazione giuridica come la stampa di determinati codici  o di repertori di legislazione o di giurisprudenza. In compenso tali testi sono spesso dotati di valore aggiunto ( annotazioni, richiami, indici ecc.).

Le grandi banche europee di dati giuridici on line sono invece gestite dallo Stato o da società in cui esso ha la maggioranza azionaria (caso tedesco) . La giustificazione è che tali banche dati giuridiche, in quanto coprono 1’intera produzione del diritto (non limitate cioè a particolari settori del diritto né concepite in funzione di una particolare categoria di utenti) assolvono ad un pubblico servizio che può essere garantito soltanto dalla mano pubblica soprattutto con riguardo alla continuità delle prestazioni e all’aggiornamento dei dati che non possono essere messi in forse da una decisione privata[3] come è accaduto con la banca dati inglese Eurolex di natura privata.

I. 2. Criteri di indicizzazione e di ricerca dei documenti

 

I.2.1. Metodi tradizionali. Prima della comparsa dei computers 1’archiviazione dei documenti veniva effettuata soltanto manualmente mediante 1’uso di parole chiave o di schemi di classificazione.            

Nei sistemi manuali 1’archiviazione mediante parole chiave dei documenti, giuridici o non, avviene sostanzialmente nel modo seguente :

I documenti sono letti ad uno ad uno da personale ad hoc il quale deve individuare di ciascuno di essi 1’argomento o gli argomenti principali che vi sono trattati designandoli con una o più parole rappresentative del loro contenuto.

Queste parole, dette parole chiave o descrittori, costituiranno in sede di ricerca la chiave di ingresso ai documenti  stessi.

L’insieme delle parole chiave o descrittori ordinati  alfabeticamente costituisce un soggettario, un indice analitico.

L’insieme delle schede compilate in conformità al soggettario (una scheda per ogni voce del soggettario) costituisce un catalogo per soggetti.

Le parole chiave o descrittori possono risultare unicamente dalla selezione di termini contenuti nei documenti da indicizzare (key word in context o indice kwic) o essere costituite anche da termini non presenti nel testo (key word out context o indice kwoc).

Nel primo caso la scelta dei descrittori è condizionata dal vocabolario usato dall’autore del documento; nel secondo caso 1’indicizzatore è svincolato dalla precedente condizione e può creare i descrittori in forma organizzata (thesaurus).

_____________________________________________________

Un thesaurus è un insieme di descrittori ordinati alfabeticamente e muniti di termini ad essi correlati secondo rapporti  di preferenzialità, di gerarchia, di affinità od altro.

I thesauri contengono di solito due tipi di termini :

a) i descrittori (o termini accettati) che devono essere usati per indicare, al momento della indicizzazione, gli argomenti trattati nel documento e per rintracciare, a1 momento della ricerca, gli argomenti che interessano;

b) i non descrittori, che sono termini da non impiegare per la indicizzazione e per il reperimento del documento e sono accompagnati da rinvii ai descrittori da usare in loro vece (criterio preferenziale). La relazione preferenziale serve a risolvere anticipatamente problemi di sinonimia, omonimia, polisemia. I simboli usati per indicare tali relazioni sono use o use for

Il criterio gerarchico invece mette in evidenza tra i descrittori il rapporto genus-species, generalità - specificità. I simboli usati per esprimere questo rapporto sono bt (broader term) e nt (narrower term).

Le relazioni di affinità si possono considerare una categoria residuale. Esprimono tutte le possibili relazioni tra descrittori diverse dalle precedenti. Il simbolo usato è rt (related term). ( vedi tabella 1)

Tabella 1

Simbolo

Inglese

Italiano

Relazioni preferenziali

Use..................
Uf....................
See.................

Or...................

Relazioni gerarchiche

Bt.................
Nt................

Relazioni di affinità

Rt...............

Altri simboli

Hn

     Use

     Used for

     See

     Or

Broader term

Narrower term

Related term

Historical nore

Usare

Usato per

Vedi

O

Termine più ampio

Termine più ristretto

Termine correlato

Note storiche

Mentre il soggettario si costruisce giorno per giorno con le nuove accessioni di documenti, i sistemi di classificazione sono nelle grandi linee preordinati.

In un sistema di classificazione a carattere generale come la classificazione decimale universale (cdu), tutto lo scibile è diviso in 10 classi e ciascuna di queste in 10 sottoclassi ed, occorrendo, ciascuna di queste sottoclassi in ulteriori 10 divisioni e via di seguito. Poiché ad ogni notazione numerica corrisponde una data disciplina ad un diverso livello di specificità, compito del classificatore è quello di classificare il documento sotto la notazione numerica appropriata.  Sistemi siffatti, nati per la catalogazione bibliotecaria, sono poco adatti alla documentazione legislativa.

1.2.2. Metodo informatico. Come è evoluta la situazione con 1’avvento dei computers ‘? Innanzitutto il computer ha esaltato le possibilità dei sistemi manuali. Si pensi ad un catalogo (cartaceo) per soggetti di una biblioteca e precisamente ai seguenti aspetti :

- numero dei descrittori utilizzabili

- sicurezza ed integrità del catalogo

- spazio occupato dal catalogo

- accesso materiale al catalogo

- tempi di aggiornamento e di fruibilità del catalogo.

Sono tutti aspetti di cui il sistema informatico ha ridotto fortemente i vincoli.

Mediante 1’uso del computer possono individuarsi fondamentalmente due metodi di archiviazione e ricerca della documentazione: quello basato sull’uso delle parole chiave (key word system) e quello basato sull’uso di tutte le parole presenti nel testo (text based system); un terzo metodo adottato risulta dalla combinazione dei primi due (text and combined key words system).

La scelta del metodo più idoneo è un problema in cui entrano in gioco diversi elementi e tra questi la natura del  documento da trattare assume un certo rilievo.

Il metodo della indicizzazione per parole chiave, è nei sistemi informatizzati uno dei metodi praticabili, ma è vantaggioso, in sede di ricerca soltanto per alcune categorie di documenti. Infatti la parola chiave (che indicizza dati documenti) è poi lo strumento  con il quale l’utente ricerca  e raggiunge i documenti medesimi. Questo strumento presenta un diverso grado di efficacia in relazione alla materia trattata. In un settore, ad esempio,  come la chimica che ha una nomenclatura standardizzata, esso risulta efficacissimo. Ma in settori come le c.d. scienze umanistiche, in cui la terminologia è meno precisa e soggetta a modificazioni evolutive, a lungo andare il sistema delle parole chiave può determinare perdite di informazioni pertinenti, a meno che non si proceda - ma è difficile ed oneroso farlo - ad una nuova indicizzazione di tutti i documenti.

Per i documenti giuridici ed in particolare per quelli normativi tale metodo è abbandonato in favore del metodo de1 full text, metodo praticamente realizzabile soltanto con il computer.

Il metodo del full text consiste in questo: nell’assumere come parole chiave tutte le parole (ogni parola) presenti nel testo memorizzato. In pratica, (in passato soprattutto), per non gravare le memorie del computer (un tempo costose), sono generalmente escluse (a meno che  non vi siano specifiche ragioni come nel caso di programmi di ricerche linguistiche o stilistiche) le cosiddette parole vuote. Queste sono costituite da preposizioni, pronomi relativi, aggettivi possessivi, avverbi, ecc. Ossia parole non significative ai fini di una ricerca giuridica, tenendo tuttavia presente che anche una parola significativa (piena) può in certi casi essere considerata vuota (non significativa) per la sua alta frequenza nell’archivio, ad esempio la  parola legge in una banca dati legislativi.

La procedura è grosso modo la seguente: mediante un programma il computer acquisisce 1’elenco delle parole da considerare vuote. Quando viene memorizzato un testo il computer confronta le parole del testo con 1’elenco delle parole vuote e registra a parte 1’elenco di tutte le parole del documento che non coincidono con 1’elenco delle parole vuote. Ciascuna di queste parole (piene) costituisce un canale di entrata diretta nel documento stesso.

1.2.3. Vantaggi e svantaggi dei sistemi informatici- Mentre il metodo della indicizzazione manuale richiede un esame preventivo del contenuto del documento e cioè una sua interpretazione (da cui deriva la scelta del descrittore) fatta una volta per tutte (ma con gli inevitabili rischi di  soggettive interpretazioni e distorsioni), con il metodo della indicizzazione full text il documento si autoscheda, senza cioè l’intervento umano. Questo è importante per i testi legislativi.

Il metodo della indicizzazione automatica dispensando dall’intervento umano consente un immediato inserimento del documento nella banca dati e la sua immediata fruibilità da parte dell’utente.  Il fatto che il metodo presuppone necessariamente la memorizzazione integrale del testo, ciò oltre a rendere disponibile il testo del documento permette anche il conseguimento di altre utilità come la diffusione telematica dei testi o la stampa automatica di raccolte selezionate per argomenti dei testi memorizzati.

Ma è soprattutto in sede di ricerca (query) che le potenzialità dei sistemi informatici si esprimono al meglio. Ciò è dovuto alla possibilità di effettuare una ricerca mirata combinando liberamente tra di loro due o più parole (ricerca pluridato) mediante gli operatori logici booleani (dal nome del matematico inglese G. Boole) i quali esprimono il tipo di relazione che si stabilisce tra le parole (c.d. operandi), relazione che può essere di :

 compresenza (operatore AND che consente di ricercare (selezionare) soltanto i documenti in cui le parole date siano compresenti nel documento o parte di esso ;

alternatività (operatore OR,che consente di selezionare i documenti  che contengono almeno uno degli operandi. Una variante è l’operatore XOR che invece esprime la condizione di aut-aut) ;

negazione (operatore NOT, che consente di selezionare  i documenti in cui compare il primo operando ma non il secondo).

Il metodo del full text tuttavia presenta anche degli svantaggi, poiché esso lascia irrisolti i problemi posti dall’uso del linguaggio naturale (con cui sono scritte le leggi e gli altri documenti giuridici) : problemi di sinonimia, di omonimia, di polisemia, che con i metodi tradizionali si tenta di risolvere (almeno in parte) in via preventiva, cioè nella fase di indicizzazione (selezione dei  descrittori, thesauri positivi, ecc.)

Con 1a indicizzazione automatica la soluzione di tali problemi è invece trasferita in sede di ricerca ; è accollata cioè all’utente finale. Per rimediare a questa situazione, tuttavia, vengono apprestati e sono resi sempre più sofisticati strumenti vari (programmi ad hoc e tecniche di interrogazione) di aiuto nella ricerca della informazione pertinente


2. Dati normativi

 

2. 1.  Fonti normative

Sono denominate fonti sulla produzione le norme sulla normazione, ossia le norme che stabiliscono la procedura di formazione, la competenza e la efficacia  delle  fonti di produzione (regole sulle regole).

Nell’ordinamento italiano norme sulla normazione sono espressamente contenute nella Costituzione (o trovano legittimazione nella Costituzione o in leggi costituzionali), e, per fonti inferiori alla legge, nella legge 1988 n.400 ed in altri testi.

Sono denominate fonti di produzione gli atti (una legge, un decreto legislativo, un regolamento) o fatti (consuetudine) che producono o siano idonei a produrre norme giuridiche.

Ogni fonte di produzione ha una denominazione ed una forma tipica da cui deriva 1’efficacia formale delle norme da essa prodotte.

Poiché negli ordinamenti giuridici odierni vi è una molteplicità di fonti di produzione si pone il problema dei loro rapporti il cui coordinamento secondo dati criteri (gerarchico o di prevalenza, cronologico, di competenza territoriale o materiale) determina ii sistema delle fonti.

Sono fonti di produzione dirette quelle previste e regolate dallo stesso ordinamento. Sono fonti indirette quelle disciplinate in un ordinamento diverso.

Per quanto concerne lo Stato italiano poiché buona parte della normativa in esso vigente è anteriore alla Costituzione del 1948 occorre tenere presenti anche le fonti di produzione disciplinate dallo statuto albertino e quelle sorte extra ordinem sotto lo Statuto stesso. [4] Un elenco non esaustivo né gerarchicamente ordinato delle fonti di produzione predisposte o riconosciute dall’ordinamento oggi vigente è il seguente:

Costituzione

Legge costituzionale :(art. 138 costituzione) atto normativo deliberato da1 parlamento con una procedura rafforzata in quanto sia la Camera che i1 Senato approvano due volte il progetto e, nel caso in cui nella seconda deliberazione non sia stata raggiunta la maggioranza dei due terzi, può essere richiesto il referendum confermativo;

Legge ordinaria:(artt. 70-74 costituzione) atto normativo deliberato dal Parlamento e promulgato dal Capo dello Stato;

Regolamento comunitario:atto normativo adottato dai competenti organi della Unione europea ed immediatamente applicabile negli Stati membri;  

Direttiva comunitaria:atto normativo adottato dai competenti organi della Unione europea e destinato a fornire agli Stati membri indicazioni di scopi da perseguire con autonome scelte di mezzi e di forme;

Decreto legislativo: (artt. 76 costituzione e 14 legge 23/8/1988, n. 400) atto normativo deliberato dal governo su delega del parlamento ed emanato dal presidente della repubblica;

Decreto-legge:(art. 77 costituzione e 15 legge n. 400/1988) atto normativo provvisorio adottato dal governo ed emanato da1 presidente della repubblica, che perde  efficacia sin dall’inizio se non viene convertito  in legge entro i sessanta giorni dalla pubblicazione;

Regolamenti degli organi costituzionali: documenti normativi adottati autonomamente da organi costituzionali (parlamento e corte costituzionale) per disciplinare la loro organizzazione ed il loro funzionamento;

Referendum popolare abrogativo(art. 75 cost.) : abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente valore di legge a seguito di referendum popolare;

Statuti regionali speciali (art.116 cost.), adottati con legge costituzionale;

Statuti regionali ordinari (art. 123 cost.) : documenti normativi di organizzazione delle regioni, deliberati dal consiglio regionale e approvati con legge della repubblica;

Leggi regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano (art. 117 e 121 cost.) : atti normativi adottati dai consig1i regionali, nell’ambito della propria autonomia legislativa ;

Regolamenti delle Autorità indipendenti, previsti dalle leggi istitutive

Regolamenti  governativi(art. 17, commi 1 e 2, legge n. 400/1988) : atti normativi dell’esecutivo, subordinati alla legge, emanati con decreto del presidente della repubblica, previa deliberazione del consiglio dei ministri;

Regolamenti ministeriali e interministeriali (art. 17, comma 3, legge n. 400/1988) : atti normativi adottati, quando la legge espressamente conferisca tale potere, con decreto ministeriale e, per materie di competenza di più ministri, con decreto interministeriale

Regolamenti comunali e provinciali(art. 5 legge 8/6/1990, n. 142) : documenti normativi di organizzazione interna dei comuni e delle province;

Contratti collettivi : i contratti collettivi di lavoro, previsti dall’articolo 39 della costituzione hanno,per la mancata attuazione del predetto articolo, efficacia inter partes, pur se di fatto hanno acquisito un sorta di efficacia erga omnes, soprattutto per  via giurisprudenziale sicché sono considerati fonte del diritto, sia pure extra ordinem;

Bandi militari in stato di guerra: atti normativi adottati in tempo di guerra dal presidente della repubblica nella veste di comandante supremo delle forze armate;

Consuetudine: fatto normativo previsto dalle norme sulla produzione giuridica, prassi sociale costante ripetuta uniformemente per lungo tempo, con la convinzione di osservare una norma giuridica;

Diritto internazionale consuetudinario (art. 10 costituzione) : insieme delle norme che nascono dal comportamento abitualmente tenuto dagli Stati nei loro rapporti e che entrano automaticamente a far parte del diritto interno;

Accordi internazionali : norme che regolano i rapporti tra singoli Stati in virtù di specifici patti stipulati tra uno Stato e 1’altro e che acquistano efficacia nell’ordinamento interno grazie alle leggi che, di volta in volta, le rendono esecutive;

Fonti di ordinamenti stranieri richiamate nell’ordinamento italiano: rinvio operatodall’ordinamento italiano ad ordinamenti stranieri.

Sono infine dette fonti di cognizione i documenti o pubblicazioni ufficiali attraverso i quali si può prendere conoscenza delle disposizioni normative (Gazzetta ufficiale, ecc.)

 

2.2. Identificazione degli atti normativi

Gli atti normativi sono identificati normalmente dal titolo che comprende i seguenti e1ementi:

L’indicazione del tipo di atto (legge, decreto, ecc.);

La data (giorno di promulgazione della legge o di emanazione del decreto, ecc.;

Il numero d’ordine (progressivo ed annuale di inserzione nella Raccolta ufficiale: le leggi costituzionali hanno una numerazione a parte, mentre gli atti di normazione secondaria non tutti sono numerati);

L’argomento (così denominato dall’art 5 del DPR 14 marzo 1986 n.217), ossia l’insieme di parole indicative del contenuto dell’atto.

Esempio di titolo:

tipo atto      data promulgazione         numero d’ordine                         argomento

legge           15 marzo 1997                 n.59                            delega al Governo,ecc.                

           
     
         
 

 

 

2. 3.  la documentazione legislativa su supporto cartaceo

Come si è accennato, vi è netta differenza qualitativa tra i sistemi manuali e quelli elettronici relativamente ai metodi di archiviazione e recupero dell’informazione. Invece il procedimento di stampa dei testi ormai passa soltanto attraverso gli strumenti elettronici. Prendiamo il caso della pubblicazione delle leggi nella Gazzetta ufficiale. Un tempo il testo della legge veniva composto (o meglio ricomposto in conformità al messaggio del parlamento) con il  sistema della composizione a caldo  (piombo) cui seguiva, la riproduzione su supporto cartaceo. Ai fini della formazione di una banca dati legislativi  (e ciò vale ancora per i testi anteriori all’uso della videoscrittura) il testo stampato nella Gazzetta ufficiale costituiva la base per una nuova acquisizione del testo stesso nelle memorie del computer.

Oggi vi è un solo atto di composizione - acquisizione del testo, quello mediante la videoscrittura (che potrebbe teoricamente iniziare dal progetto di legge).

Il testo memorizzato nella sua versione finale serve sia per la stampa tradizionale su supporto cartaceo sia per 1’immissione del testo della legge in una banca dati on line sia per il trasferimento del testo stesso in un  cd-rom.

Pertanto si può affermare che nella editoria più evoluta tutti i documenti su supporto cartaceo traggono origine da un procedimento elettronico.

Gli strumenti di documentazione normativa di questo tipo possono essere divisi in pubblicazioni che contengono il testo integrale dell’atto normativo e pubblicazioni che contengono “elenchi” di atti normativi con 1’indicazione di tipo, data e numero del documento.

Le pubblicazioni che riportano il testo integrale dell’atto normativo possono essere, in relazione alla loro provenienza, ufficiali o private.

2. 4. Le pubblicazioni ufficiali

Condizione necessaria  per l’entrata in vigore di un atto normativo è che esso sia pubblicato in giornali ufficiali: la Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana (guri) per gli atti statali; la Gazzetta ufficiale della comunità europea (guce) per gli atti normativi dell’Unione europea; il Bollettino ufficiale delle singole regioni (bur) per le leggi e regolamenti regionali.

La Gazzetta ufficiale

Il giornale ufficiale dello Stato italiano è la Gazzetta ufficiale dellaRepubblica italiana, che è disciplinata dal decreto Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985 n. 1092, recante approvazione del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi sulla emanazione dei decreti de1 presidente della repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della repubblica italiana, e dal relativo regolamento di esecuzione (d.p.r.. 14 marzo 1986, n. 217).

La Gazzetta Ufficiale è redatta dall’ufficio pubblicazione delle leggi e dei decreti del ministero di grazia e giustizia, mentre la stampa viene effettuata dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, che ne cura anche la distribuzione su tutto il territorio nazionale.

Fino a quando non se ne provi 1’inesattezza, mediante esibizione di atto autentico rilasciato dal ministro guardasigilli o dall’archivio centrale dello Stato, la pubblicazione degli atti normativi nella gazzetta ufficiale  della Repubblica italiana si presume conforme all’originale e costituisce testo legale degli atti medesimi. In caso di difformità rispetto all’originale il ministro guardasigilli ne ordina la correzione con un comunicato da pubblicarsi nella Gazzetta, che ne indica la parte erronea (art. 8 citato t.u. sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica).

La Gazzetta ufficiale ha periodicità  quotidiana (con esclusione dei giorni festivi) ed è distinta in due parti, stampate e vendute separatamente.

La prima può essere divisa, con decreto del ministro di grazia e giustizia in più serie distinte per tipi di atti da pubblicare.

Attualmente, la prima parte comprende la serie generale, cui sono affiancate  quattro serie speciali ciascuna con autonoma numerazione:

1° - corte costituzionale (pubblicata il mercoledì);

2° - comunità  europee (pubblicata il lunedì ed il giovedì);

3° - regioni (pubblicata il sabato);

4° - concorsi e esami (pubblicata il martedì e il venerdì)

La seconda parte, denominata “foglio delle inserzioni” contiene avvisi di carattere privato, come le convocazioni di assemblee di società. Ha periodicità quotidiana.

Nella prima parte vengono pubblicati i seguenti atti :

- le leggi costituzionali, le leggi ordinarie, gli atti aventi forza di legge nonché i decreti  del presidente della  repubblica, del presidente del consiglio dei ministri  e dei ministri, gli atti interministeriali, tra cui le delibere del cipe - comitato interministeriale per la programmazione  economica (art. 2 legge 12 agosto 1977, n. 675), che siano strettamente necessari per 1’applicazione di atti aventi forza di legge e che abbiano contenuto normativo.Con annotazione in calce al testo delle singole leggi vengono pubblicati inoltre gli  estremi dei lavori preparatori delle leggi stesse. Trattasi di testi pubblicati nella Gazzetta ufficiale soltanto a fini notiziali ;[5]

- gli accordi internazionali conclusi dallo Stato italiano, purché la loro ratifica non sia sottoposta ad autorizzazione legislativa oppure la loro esecuzione non avvenga mediante decreto del presidente della repubblica perché in questi casi gli accordi sono pubblicati unitamente alla legge di autorizzazione o a1 decreto di esecuzione. Gli accordi internazionali sono  pubblicati trimestralmente in un apposito supplemento.Annualmente, a cura del ministro degli affari esteri, viene pubblicato un allegato al volume degli indici annuali della Gazzetta  con l’elenco degli accordi internazionali di cui lo Stato italiano è parte e degli Stati esteri con i quali essi intercorrono (art. 13 t.u.1985 n.1092) .

- i regolamenti e i provvedimenti delle Autorità amministrative indipendenti

- i testi integrali delle sentenze e delle ordinanze della corte costituzionale e gli atti di promovimento dei giudizi davanti alla corte stessa (art. 21 t.u.1985 n.1092) ;

- gli atti e i comunicati che interessano la generalità dei cittadini e le circolari esplicative di provvedimenti legislativi la cui pubblicità in questa forma sia richiesta dal ministro competente e ritenuta opportuna dal Presidente del Consiglio dei ministri (art. 18 t.u.1985 n.1092).

A fini puramente notiziali vengono pubblicati anche le leggi, i regolamenti nonché gli atti  amministrativi di particolare rilievo emanati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, le direttive e i rego1amenti comunitari, le decisioni della ceca.

            La Gazzetta ufficiale è dotata di due categorie di indici: gli indici mensili e l’indice annuale.Ciascuno comprende tre tipi di indici: per materia, nel quale vengono indicate in ordine alfabetico le materie oggetto degli atti pubblicati ; numerico, nel quale le leggi e gli atti dello Stato (meno i decreti ministeriali che non sono numerati) pubblicati nella Gazzetta, sono suddivisi in base al numero loro attribuito ; cronologico in base alla data degli atti.

La Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica  italiana

 

La Raccolta è  una pubblicazione ufficiale (legge 11 dicembre 1984, n. 839 e artt. 14, 15 e 16 de1 DPR 20 dicembre 1985, n. 1092) edita dall’Istituto poligrafico dello Stato, anche se, come già accennato, il testo facente fede degli atti normativi è quello pubblicato nella Gazzetta ufficiale.

La raccolta riproduce:

- le leggi costituzionali;

- le leggi ordinarie dello Stato;

- i decreti aventi forza di legge (decreti legislativi e decreti legge) ;

- gli altri decreti : del presidente delle repubblica, del presidente del consiglio dei ministri e dei ministri, nonché le delibere e gli altri atti dei comitati di ministri che siano strettamente necessari per 1’applicazione di atti aventi forza di legge e che abbiano contenuto normativo;

- gli accordi internazionali conclusi dalla Repubblica italiana, nel caso in cui non si debba provvedere alla loro ratifica previa autorizzazione legislativa oppure alla 1oro esecuzione mediante decreto presidenziale;

- i soli dispositivi delle sentenze della corte costituzionale che dichiarano la illegittimità costituzionale di leggi o di atti aventi forza di legge.[6]

La raccolta è fornita di due tipi di indici annuali: analitico - alfabetico per materia e cronologico degli atti pubblicati.

La Gazzetta ufficiale delle comunità  europee

 

La Gazzetta ufficiale delle comunità europee viene pubblicata in tante edizioni quante sono le lingue degli Stati  facenti parte dell’Unione europea.

La Gazzetta si articola in due parti: la prima parte,denominata legislazione è contrassegnata dalla lettera “L” (esempio) ; la seconda, denominata comunicazioni e informazioni,   è contrassegnata dalla lettera ‘C.’

I supplementi riguardano : bandi di assunzione, bandi di gara e appalti pubblici e discussioni.

Nella parte Legislazione (L) sono pubblicati :

. gli atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità (regolamenti ceca, cee, euratom, decisioni e raccomandazioni ceca);

- gli atti per i quali la pubblicazione non è una condizione necessaria per la  applicabilità (accordi, bilanci, convenzioni, decisioni, direttive, emendamenti, pareri, protocolli, raccomandazioni, regolamenti finanziari, regolamenti interni, risoluzioni).

Nella parte Comunicazioni e informazioni (C) sono pubblicati :

 gli atti relativi alla Corte di giustizia (comunicazioni varie, cause promosse, sentenze, ordinanze, cancellazioni dal ruolo) e al Parlamento europeo.

La Gazzetta ufficiale delle comunità europee è fornita di due tipi di indici,  mensili e  annuali: l’indice alfabetico e l’indice metodologico.

L’indice annuale alfabetico, preceduto da un elenco di sigle e abbreviazioni e da un piano di classificazione (una sorta di indice dell’indice), è suddiviso in capitoli, relativi ciascuno ad un particolare soggetto, che può essere un organo dell’Unione europea, un’istituzione oppure una materia disciplinata con provvedimenti normativi comunitari. Ciascun capitolo racchiude a sua volta parecchie rubriche, sotto le quali sono elencati, in ordine alfabetico, tutti gli argomenti attinenti al soggetto.

L’indice metodologico, preceduto anch’esso da un apposito piano di classificazione, è  strutturato secondo lo schema di partizione della Gazzetta stessa (Legislazione e Comunicazioni e informazioni).

Il Bollettino ufficiale delle Regioni

 

Il Bollettino ufficiale[7]delle Regioni pubblica i testi degli atti normativi delle singole Regioni, pubblicazione necessaria per 1’entrata in vigore degli atti stessi. Tali atti  sono  anche riprodotti nella Gazzetta ufficiale della Repubblica, ma a semplice scopo d’informazione,cioè senza valore legale.

I Bollettini delle regioni a statuto ordinario trovano la loro fonte normativa, oltre che nella Costituzione (art. 123 cost.), nella legge 10 febbraio1953, n. 62, sulla costituzione ed il funzionamento degli organi regionali.

E’ previsto che in essi vengano pubblicati gli atti legislativi e regolamentari  regionali, nonché il testo integrale degli statuti ed i decreti di scioglimento dei relativi consigli. I singoli statuti delle regioni possono poi prevedere che nei Bollettini vengano pubblicati anche altri atti emanati dai vari organi regionali (es.circolari aventi rilevanza esterna, comunicati, estratti).

La Raccolta degli usi (consuetudine)

Nell’ordinamento italiano gli usi, non sono soggetti a forme di pubblicazione ufficiale, vincolante ed esclusiva. La prova della loro esistenza può essere fornita utilizzando i normali mezzi di prova concernenti i fatti giuridici (testimonianze, documenti).

Pur con i limiti suddetti, esistono peraltro raccolte “ufficiali” degli usi, cioè provenienti da autorità pubbliche autorizzate.

Le raccolte degli usi in materia agricola, commerciale e industriale sono espressamente previste dall’ordinamento italiano e sono curate dalle varie camere di commercio provinciali.

 

2. 5.   Raccolte private

Le raccolte private di legislazione si presentano sotto forma di pubblicazioni correnti o cumulative.

Sono pubblicazioni private correnti:

la Lex

La Legislazione italiana

Le leggi e i decreti secondo l’ordine di inserzione nella Gazzetta ufficiale.

La Lexedita dalla   Utet, è una raccolta cronologica di testi, suddivisa in cinque parti di contenuto difforme:

- provvedimenti legislativi della Repubblica italiana (leggi costituzionali, ordinarie, atti aventi forza di legge e regolamenti);

- relazioni parlamentari e istruzioni ministeriali;

- legislazione regionale;

- corte costituzionale :  dispositivi delle sentenze;

- regolamenti e direttive dell’Unione europea.

La Lex è corredata di un indice numerico e di un indice cronologico degli atti pubblicati e di indici dei soggetti.

 La Legislazione italiana,edita da Giuffrè,è una raccolta strutturata in maniera simile alla precedente

L’opera si compone di cinque parti:

leggi e decreti dello Stato;

leggi e decreti delle Regioni;

atti normativi dell’Unione europea;

disegni e proposte di legge;

sentenze della Corte costituzionale.

E’ corredata di indici numerico, cronologico, per soggetti)

 Le leggi e i decreti secondo l’ordine di inserzione nella Gazzetta ufficiale è pubblicata  dalla società editrice del Foro italiano.

La pubblicazione è divisa in due parti:

legislazione statale;

legislazione regionale.

Essa è corredata di indici numerico, crono1ogico,  per soggetti.

Tra le principali pubblicazioni private cumulative sono:

La Raccolta generale di legislazione

 Le leggi d’ Italia nel testo vigente.

La Raccolta generale di legislazione, pubblicata da Giuffrè è una raccolta selettiva dei più importanti testi di atti normativi statali vigenti. Sono anche riportati i dispositivi delle sentenze della Corte costituzionale di accoglimento di questioni di legittimità costituzionale.

Gli indici sono due: uno analitico - alfabetico e l’ altro cronologico

Le leggi d’Italia nel testo vigente (De Martino,) edito dalla  De Agostini, contiene il testo degli atti normativi statali.

La raccolta è a schede mobili e risulta aggiornata mensilmente.

Gli atti sono suddivisi per soggetti nei quali ogni argomento costituisce una voce autonoma contenente, eventualmente, partizioni più analitiche. I soggetti sono ordinati alfabeticamente e numerati progressivamente. Ai soggetti nuovi viene attribuito il numero di quello che lo precede alfabeticamente, ma integrato da una lettera. Anche questa opera risulta fornita di due tipi di indici, uno analitico - alfabetico e l’altro cronologico.

 Vi sono infine pubblicazioni private cumulative, ma speciali, in quanto si riferiscono a settori o a specifiche tematiche. Si tratta dei c.d. codici privati, raccolte di notevole utilità pratica,ma, come le opere sopraccennate, sono privi di valore giuridico. La loro autorevolezza si fonda sulla accuratezza della compilazione.

2. 6. Repertori o elenchi di atti normativi

Le principali pubblicazioni che forniscono meri elenchi di atti normativi, ordinati in modo da poterli individuare rapidamente, sono: i repertori, alcune pubblicazioni periodiche di supplemento a riviste di legislazione e le appendici legislative di articoli  enciclopedici.

Nei repertori tutto il materiale è suddiviso secondo argomenti, che vengono ordinati alfabeticamente. Fra i più  importanti, il Repertorio generale annuale dilegislazione, bibliografia, giurisprudenza edito da  Giuffrè, pubblicazione annuale che, nella parte che qui interessa, elenca sotto ogni soggetto gli atti normativi vigenti. L’elenco, contenendo anche 1’indicazione di tutti gli atti adottati prima dell’anno cui si riferisce 1’annata che si sta consultando, ha carattere cumulativo.

Tra i supplementi a riviste di legislazione : La legislazionevigente edita dall’Utet e La legislazione italiana - repertorio delle leggi statali vigenti - edita da Giuffrè (rlsv) che raggruppano, suddivisi per materie, gli estremi di identificazione delle fonti normative in vigore negli anni di riferimento.

Le appendici legislative di articoli enciclopedici sono elenchi degli atti normativi relativi all’argomento trattato nella singo1a voce di una  enciclopedia giuridica. Tali elenchi contengono indicazioni essenziali,selezionate da uno studioso specializzato  nella singola materia, ma presentano 1’inconveniente di essere fermi alla data di pubblicazione  dell’enciclopedia.

2.7. Le banche dati legislativi

 

  1. 7.1Banche dati legislativi on line :

a)  Corte di cassazione.

Il più importante centro di documentazione legislativa per via informatica è certamente quello del Centro elettronico di documentazione (CED) della Corte di cassazione. Presso il ced sono stati creati archivi di dati normativi, giurisprudenziali, dottrinali ed altri dati. Riguardano la legislazione :

1.Archivi delle leggi dello Stato (LEXS e LEXPRE)

Sono memorizzati i testi delle leggi e degli atti aventi forza di legge dal 1904. E’ in corso la memorizzazione dei testi anteriori al 1904 ;

2. Archivio delle leggi  delle Regioni (LEXR)

Contiene i testi delle leggi regionali a partire dalla loro istituzione ;

3. Archivio titoli (TITLEX)

Contiene i titoli delle leggi e degli altri provvedimenti pubblicati nella Gazzetta ufficiale a partire dal 1860 ;

4. Archivio codici

Contiene il testo del nuovo codice di procedura penale e del nuovo codice della strada ;

5. Archivio circolari (CIR):c ontiene il testo di circolari ministeriali.

6. Archivio Lavoro: contiene il testo dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle Confederazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro ;

7. Archivio trattati (TITCON): contiene i titoli dei trattati e delle convenzioni internazionali sottoscritti dall’Italia e attualmente in vigore ;

8. Archivio accordi internazionali (CONVES): contiene gli accordi internazionali non pubblicati nella Gazzetta ufficiale.

b)  Istituto Poligrafico.

Gran parte della informazione ufficiale dello Stato passa attraverso l’Istituto Poligrafico dello Stato che tradizionalmente provvede alla pubblicazione su supporto cartaceo. In primo luogo la Gazzetta ufficiale. Poiché le nuove tecnologie consentono di trasferire i dati su supporti diversi senza la ridigitazione dei testi,ciò consente di utilizzare gli stessi dati per altre applicazioni. Nasce cosi presso il Poligrafico GURITEL(facente parte di un più ampio sistema informativo del Poligrafico), che è una banca dati on line contenente i testi della Gazzetta ufficiale nelle sue varie serie.

La stessa Gazzetta è riprodotta anche su CD-Rom. Ogni CD-Rom contiene un anno completo della Gazzetta ufficiale.

Banche dati  legislativi su CD-Rom :

Oltre ai CD-Rom del Poligrafico dello Stato, la legislazione è contenuta in :

CD juris data-legislazione (Giuffrè editore): raccoglie il testo storico integrale di tutti i provvedimenti legislativi dello Stato italiano dal 1945 ad oggi,  nonchè i provvedimenti anteriori, fino al 1861, ancora in vigore.

Le norme sono riportate nel loro testo storico integrale, suddiviso per articoli ed eventuali allegati.

La banca dati è suddivisa in due CD-Rom. Il primo contiene i provvedimenti degli anni 1960-1993 ; il secondo, le annate ante 1960, fino al 1861, con i provvedimenti antecedenti al 1945 da ritenersi ancora in vigore.

Ogni anno viene realizzata una nuova edizione del primo CD con i provvedimenti della più recente annata.

Le modalità di ricerca, utilizzate anche in tutte le altre banche dati Juris-data, sono: per estremi del provvedimento; per voci e “sottovoci”, secondo la codificazione del repertorio di giustizia civile; in full-text, attraverso termini-chiave che si presume possano far parte del titolo del provvedimento normativo o del testo dello stesso.

CD-Le leggi d’Italia nel testo vigente ( De Martino)

E’ la trasposizione su compact disc dell’omonima opera di De Martino,edita su fogli mobili dell’editore De Agostini.


3. La documentazione giurisprudenziale

3.1.  Premessa

Per conoscere il diritto non basta conoscere le leggi nel loro dato testuale. E’ necessario conoscere anche come le leggi sono nel tempo interpretate ed applicate, il cosiddetto diritto vivente o law in action.

Se la giurisprudenza, ovvero lo studio delle decisioni giudiziarie, è rilevante sotto molteplici aspetti, particolarmente prezioso risulta il contributo per la politica legislativa e de iure condendo: non poche modifiche ed innovazioni legislative, infatti, traggono origine da situazioni evidenziate dalla applicazione delle leggi.

3. 2. La documentazione ufficiale della giurisprudenza

Il nostro ordinamento prevede come unica forma di pubblicità erga omnes delle sentenze il deposito presso la cancelleria dell'organo giudicante. Le uniche sentenze sottoposte a "pubblicazione legale” sono quelle della Corte costituzionale.

 Sono soggette alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale  le ordinanze con le quali si sollevano questioni di legittimità costituzionale ( art. 25 e 34 l. 11 marzo 1953 , n.87) e le sentenze ed ordinanze della Corte costituzionale. Queste sono pubblicate sia nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, parte 1, serie speciale l, (dal 1986 pubblica settimanalmente le sentenze e le ordinanze della Corte costituzionale) sia nella Raccolta ufficiale delle sentenze e delle ordinanze della Corte costituzionale (dal 1956 annualmente riporta in ordine cronologico il testo integrale di tutte le pronunce della Corte).

3.3. La  documentazione giurisprudenziale non ufficiale

Il deposito in cancelleria non costituisce, tranne che per le parti in causa, uno strumento  di conoscenza idoneo. A questa manchevolezza supplisce l’iniziativa dei privati. Gli strumenti di conoscenza della produzione giurisprudenziale sono costituiti da massimari, repertori, basi di dati, codici di settore, periodici specializzati. Nel complesso raggiungono un soddisfacente livello di copertura dell’informazione sia sul piano qualitativo (decisioni più rilevanti) sia sul piano quantitativo.Va, tuttavia, precisato che quasi tutte queste fonti di cognizione non riportano le sentenze nel testo integrale e quando lo fanno si limitano a quelle che appaiono rilevanti vuoi per la novità del caso vuoi per la innovazione dell’indirizzo giurisprudenziale. Esse possono essere divise in due grandi categorie in relazione alla natura del supporto cartaceo o informatico

3. 3. 1. La documentazione su supporto cartaceo.

a) le riviste-massimario

.

Queste riviste pubblicano soltanto la massima, cioè una serie di parole-concetti chiave in cui  è condensato il principio o la regola applicata dal giudice nella sentenza.

Le massime sono conoscibili nella loro quasi totalità attraverso riviste di varia tipologia che offrono molteplici possibilità di ricerca integrandosi o differenziandosi tra di loro a seconda delle esigenze. Le principali pubblicazioni sono certamente :

1. Massimario delle decisioni civili -1966- mensile

2. Massimario delle decisioni penali - 1966- mensile

Entrambe sono pubblicate dall’Ufficio del massimario della Corte di cassazione

3. Massimario  del Foro italiano. Raccolta di tutte  le massime delle sentenze della cassazione civile formulate dell‘ufficio  massimario della corte di cassazione - 1930­ -  mensile. La pubblicazione è posteriore di circa sei mesi rispetto alla data della pronuncia. L'indice della riedizione cumulativa annuale non comprende, a differenza degli indici mensili, l'indice dei nomi delle parti.

4. Massimario della giurisprudenza italiana. Tutte la massime ufficiali della cassazionecivile -1931 - mensile. La pubblicazione è posteriore di circa sei mesi rispetto alla data della pronuncia. 

5. Massimario completo della giurisprudenza del Consiglio di Stato. A cura della rassegna Il Consiglio di Stato.Roma, Italedi

6 . Il Consiglio di Stato. Rassegna di giurisprudenza e dottrina - 1953 - mensile

E' la fonte più completa di dati di  giurisprudenza amministrativa. Riporta le massime di tutte le sentenze del Consiglio di Stato (salvo quelle di mera conferma o di esecuzione del giudicato), della Corte costituzionale (salvo decisioni che dichiarano inammissibile o manifestamente infondate le questioni proposte), delle sezioni civili e penali della Corte di cassazione interessanti direttamente o indirettamente la pubblica amministrazione, del Tribunale superiore delle acque pubbliche, nonché una selezione delle decisioni delle sezioni di controllo della Corte dei conti, e le massime delle sentenze più rilevanti e pertinenti della Corte di giustizia delle comunità europee. La pubblicazione segue mediamente di alcuni mesi il deposito della sentenza.

7. Il Foro amministrativo - 1925 - mensile

Riporta il testo delle pronunce degli organi della giustizia amministrativa ritenute di maggiore interesse. Dottrina (note, rassegne, articoli e documentazione). Molto utile è  dettagliato l'indice annuale, con ricco repertorio analitico - alfabetico.

8. Giurisprudenza costituzionale - 1956 - mensile.

E' divisa in due parti: la prima dedicata alle sentenze ed ordinanze della Corte e ad articoli di dottrina; la seconda alle decisioni delle giurisdizioni ordinarie e speciali di rilievo costituzionale, agli atti di promovimento di giudizi davanti alla Corte, alle questioni pendenti. E' corredata di numerosi indici (tra i quali i riferimenti allo schema generale di classificazione del Repertorio generale annuale della rivista Giustizia civile per consentire un allargamento della ricerca sia giurisprudenziale che dottrinale).

9. I Tribunali amministrativi regionali - 1975 - mensile

Pubblica tutte le sentenze dei tar suddivise per regione ed in ordine cronologico (per esteso le più significative); elenca le sentenze e decisioni confermate o annullate in appello; dottrina, bibliografia (rassegna della stampa periodica di diritto pubblico).E’ dotata di indici : alfabetico-sistematico, cronologico delle leggi citate nelle masssime, dei nomi dei ricorrenti, cronologico delle sentenze e delle decisioni. La pubblicazione è posteriore mediamente di quattro-sei mesi rispetto alla data della pronuncia.

b)  i repertori.

I repertori generali di giurisprudenza sono pubblicazioni comulative,generalmente a periodicità annuale, nelle quali sono elencate, sotto voci ordinate alfabeticamente, tutte le massime delle decisioni emesse dai giudici e pubblicate in riviste o massimari a fascicoli mensili. La presenza di più indici permette di moltiplicare gli accessi alla ricerca. La cadenza annuale della pubblicazione non consente la tempestività dell'informazione che tuttavia è assicurata dal ricorso ai fascicoli mensili. I repertori annuali di giurisprudenza più diffusi sono :

1. Repertorio del Foro italiano. Legislazione, bibliografia, giurisprudenza - 1971.

E’ ordinato alfabeticamente per voci (le cui denominazioni sono tratte dalla terminologia legislativa e dall'uso corrente), con rinvii "fissi" (cioè costanti in ogni edizione del repertorio), rinvii "mobili" (variabili per ogni edizione), e voci di richiamo. Ogni voce comprende l'indicazione della legislazione vigente aggiornata annualmente, la bibliografia (monografie, articoli e note a sentenza pubblicate nei periodici spogliati dal repertorio) apparsa nell'anno di riferimento, le massime di tutte le sentenze pubblicate nell'anno dai periodici considerati dal repertorio indici: delle voci; per articoli "fisso" della costituzione e dei codici; per articoli "variabile" della costituzione, dei codici, delle leggi, dei provvedimenti delle comunità europee e dei contratti collettivi di lavoro; cronologico delle decisioni; alfabetico degli autori; alfabetico delle parti. Questo repertorio costituisce una rielaborazione ed una appendice di: Il  Foro italiano - 1876 - mensile

Il repertorio riporta il testo delle più importanti pronunce della giurisprudenza costituzionale, civile e penale, amministrativa, comunitaria e straniera.

2. Repertorio generale della Giurisprudenza italiana con notizie bibliografiche e di legislazione- 1970 -

Ha una struttura analoga al repertorio del Foro italiano. Ogni voce si articola infatti nella ripartizione: legislazione, bibliografia, giurisprudenza. Comprende tutte le massime pubblicate, nell'anno di riferimento, nella Giurisprudenza italiana, nel Massimario della giurisprudenza italiana e nei periodici spogliati; l' indicazione di tutte le note a sentenza e di tutti gli articoli di dottrina  ivi pubblicati; l'indicazione delle monografie edite successivamente al volume precedente. Indici: cronologico con l'indicazione delle parti; degli articoli dei codici e delle leggi speciali a cui le massime si riferiscono; degli autori; delle parti in causa. Anche questo repertorio costituisce una rielaborazione ad appendice di: Giurisprudenza italiana - 1862 - mensile

Il repertorio riporta i1 testo delle pronunce più significative delle corti internazionali, della corte costituzionale, della corte di cassazione, delle corti d'appello, dei tribunali civili, della giurisprudenza penale, amministrativa, tributaria; dottrina; note a sentenza. La pubblicazione segue mediamente di sei mesi il deposito delle sentenze.

3. Giustizia civile repertorio generale annuale di legislazione, bibliografia, giurisprudenza  1955 -

Alfabetico per voci, sottovoci e, per le materie più complesse, seconde e terze sottovoci. Ogni voce comprende legislazione vigente con indicazione delle circolari e delle norme dichiarate incostituzionali; bibliografia (recensioni di monografie, articoli di dottrina, note a sentenze, note redazionali); tutte le massime (in materia costituzionale, civile, penale, processuale, amministrativa, tributaria) estratte nell'anno di riferimento dalle pronunce della corte costituzionale, della corte di cassazione e del consiglio di stato e tutte le massime anche da decisioni di altri organi giurisdizionali se comprese nelle riviste che il repertorio spoglia. E’ dotato di un indice analitico, di un indice cronologico delle decisioni, di un indice delle disposizioni di legge; di un indice degli degli autori.

4. Repertorio delle decisioni della Corte costituzionale - 1969 -.Editore Giuffrè.

Ha un ordine alfabetico-sistematico per voci, sottovoci e, per le materie più complesse, seconde sottovoci, comprendenti il dispositivo delle pronunce della Corte e, per quelle ritenute più rilevanti, l'intero testo. Fino al 1991 riporta anche le massime. Elenco cronologico delle decisioni, indice delle leggi sottoposte al sindacato della Corte.

c) repertori e riviste settoriali.

 Una alternativa all'utilizzazione degli strumenti a carattere generale descritti nei paragrafi precedenti è data dalle riviste e dai repertori specializzati in determinati ambiti o in determinate discipline. I1 vantaggio che questi strumenti offrono è insito nella stessa specializzazione che consente una ricerca più veloce e mirata su materiale spesso già selezionato (la giurisprudenza più significativa ed innovativa), corredato da note e correlato ad articoli di dottrina.

3. 3.2. La documentazione  giurisprudenziale per via informatica

a)  le banche dati on line

 In Italia la  più importante banca dati giurisprudenziali è certamente quella del CED della Corte di cassazione,che comprende i seguenti archivi :

1. Archivio delle sentenze della Corte costituzionale (costsn): contiene il testo integrale delle decisioni della Corte costituzionale dal 1986. E’ in corso il recupero dell’arretrato (1956-1985) ; ’archivio è completato dall’ Archivio costituzionale (costit) che contiene i dispositivi e delle ordinanze emesse dalla Corte costituzionale dall’inizio del suo funzionamento(1956),nonché i dispositivi delle ordinanze di remissione delle questioni di legittimità costituzionale, i ricorsi con i quali sono stati sollevati conflitti tra i poteri dello Stato, tra Stato e Regione e tra Regioni e le decisioni della Corte sui referendum ; e dall’ Archivio delle massime (costms)

 2. Archivio della giurisprudenza civile della Corte di cassazione (civile)

L'archivio contiene tutte le massime ufficiali che l'Ufficio del massimario della Corte di cassazione trae dalle decisioni (sentenze ed ordinanze) delle sezioni civili della Corte stessa a partire dal 1 gennaio 1961.

3. Archivio della giurisprudenza penale della Corte di cassazione (penale)

L'archivio contiene tutte le massime ufficiali che l’Ufficio del massimario della Corte di cassazione estrae dalle decisioni delle sezioni penali della Corte a partire dal 1 gennaio 1966.

4. Archivio della giurisprudenza di merito (merito)

L’archivio contiene le massime estratte dalle decisioni dei giudici ordinari di merito segnalate al CED per la loro importanza,sia per il fatto che esse affermano principi in contrasto con quelli della Suprema Corte sia perché si riferiscono a questioni nuove,sia,infine, in quanto contengono giudizi di valore su fattispecie difficilmente oggetto del sindacato di legittimità ;

5. Archivio della giurisprudenza del Consiglio di Stato (Consta)

L'archivio  contiene tutte le massime ufficiali che l'ufficio massimario del Consiglio di Stato estrae dalle decisioni del Consiglio stesso a partire dall'anno 1972, una selezione di quelle degli anni anteriori al 1972 e una selezione di quelle tratte dalle decisioni dei tar.

6. Archivio della giurisprudenza dei tribunali amministrativi regionali (tar)

L'archivio contiene le massime estratte dalle sentenze dei tribunali amministrativi regionali.

7. Archivio della giurisprudenza della Corte dei  conti (Cortec)

L'archivio contiene tutte le massime ufficiali che l'ufficio massimario della Corte dei conti estrae dalle decisioni della Corte stessa, concernenti il contenzioso contabile, il pubblico impiego e le pensioni civili militari e di guerra a partire dall'anno 1907.

8. Archivio della giurisprudenza dei tribunali militari (Milit)

L'archivio contiene le massime tratte dalle decisioni del tribunale supremo militare dal 1° gennaio 1978 al febbraio 1980, nonché le massime delle sentenze emesse dal tribunale anzidetto dal l 952 a] febbraio 1980 in materia di circostanze del reato

9. Archivio della giurisprudenza delle commissioni tributarie (Tribut)

L'archivio contiene le massime ufficiali tratte dalle decisioni della Commissione  tributaria centrale estrae ;

10. Archivio della giurisprudenza dei tribunali delle acque

L’archivio contiene le massime estratte dalle decisioni del tribunale superiore della acque pubbliche e dei tribunali regionali delle acque.

11. Archivi della giurisprudenza della corte di giustizia delle Comunità europee 

Contiene le massime che la Corte di cassazione trae dalle decisioni della Corte di giustizia delle Comunità europee

12. Archivio della giurisprudenza sulla convenzione europea dei diritti dell'uomo (Libert)

L'archivio contiene le massime tratte dalle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo dal 1960, nonché della Commissione europea dei diritti dell'uomo.

 

13. Archivio della giurisprudenza dei paesi della Comunità economica europea in materia di ambiente (Enlex)

L'archivio raccoglie 1a  giurisprudenza maggiormente significativa degli Stati membri dell’Unione europea in materia ecologica. Le massime sono redatte e memorizzate sia nella lingua originale del provvedimento da cui sono state estratte, sia in lingua inglese.

14. Archivio ecologia (eco)

L'archivio contiene normativa, giurisprudenza e dottrina su ambiente, urbanistica e pianificazione territoriale dal 1986.

b) le banche dati  su CD-Rom

Tra le basi di dati giurisprudenziali disponibili su CD-Rom : 

1.  Jurisdata- Giurisprudenza (Giuffrè editore)

E' ricavato dai Repertori annuali di giustizia civile editi dalla stessa Giuffrèe comprende tutte le massime in materia di giurisprudenza civile, penale, processuale, amministrahva e tributaria estratte dalle decisioni pronunciate dalla Corte costituzionale,dalla Corte di cassazione e dal Consiglio di Stato,nonché le massime delle decisioni di altre autorità tratte da riviste pubblicate negli stessi anni; l’indicazione della legislazione vigente emanata fino al 31 dicembre dell’anno di aggiornamento della banca dati ; notizie bibliografiche relative allo stesso periodo (articoli di dottrina, note a sentenze, principali note redazionali).

2. Jurisdata-Sentenze della cassazione civile. Editore Giuffrè

La banca dati contiene iltesto integrale delle decisioni pronunciate dalla Corte di cassazione a partire dal 1986 e ufficialmente massimate: oltre 31.000 sentenze riportate fedelmente per esteso e complete di estremi.

Ogni anno viene realizzata una nuova edizione aggiornata del cd.Rom.

Il sistema di ricerca è lo stesso del CD.Rom Jurisdata-Giurisprudenza,che prevede varie modalità di ricerca ( full-text sulle parole contenute nei testi, sui sommari per argomenti collegati a ciascuna sentenza, per estremi norma­tivi, per parti. ecc.),.

3. Repertorio del Foro italiano (editore Zanichelli).

Su un unico Cd-rom sono contenute le annate 1981.1988  del “Repertorio del Foro italiano” - legislazione, bibliografia, giurisprudenza.

.L’aggiornamento è annuale.

4.  Italedi CD-Rom (banca dati italedi)

Contiene tutte le sentenze della corte costituzionale e della corte di cassazione civile e penale in materia di diritto pubblico; le pronunce delle sezioni di controllo e le decisioni più significative delle sezioni giurisdizionali della Corte dei conti. Aggiornamento annuale.

5. Banca dati fiscali - tributari ( Giuffrè editore )

La banca dati permette di seguire l’evoluzione della materia fiscale.

Cinque edizioni aggiornate all’anno comprendenti oltre che la legislazione (leggi e decreti successivi alla riforma del 1972 organizzati per tipologia di imposta o istituto), la prassi amministrativa (.provvedimenti emanati dopo il  1972 dal ministero delle finanze e da organi periferici dell’amministrazione finanziaria. Riguardanti i tributi compresi nella banca dati), il formulario (oltre 700 formule relative al contenzioso tributario), lo scadenzario ( in cui sono sintetizzati, sulla base della normativa pubblicata nella banca dati, i tempi e le modalità degli adempimenti fiscali dei professionisti e delle società e consente la ricerca con varie modalità di consultazione: a testo libero per estremi dei documenti , per tipologie di imposte , per argomenti) anche la  giurisprudenza. Quest’ultima banca dati contiene le più importanti pronunce in materia emesse dagli organi del contenzioso tributario, dalla corte di cassazione e da giudici di merito e di legittimità


4. La letteratura giuridica

La letteratura giuridica, ossia l’insieme degli scritti a stampa intorno al diritto, è immensa.[8]Queste pubblicazioni assumono forme, dimensioni e denominazioni diverse e sono variamente classificabili.

 La suddivisione del diritto nei vari rami (diritto costituzionale, civile, penale,ecc.) è uno dei criteri di classificazione.

Tradizionale è poi la distinzione tra libri e riviste. Tra le caratteristiche discriminanti è rilevante il carattere periodico della pubblicazione delle riviste rispetto al libro.

In relazione al tipo di trattazione dei contenuti, al libro giuridico sono correntemente attribuite le denominazioni di manuale, trattato, monografia, commentario, ecc.[9]

Le riviste giuridiche sono pubblicazioni a carattere periodico e di norma dedicate o prevalentemente ad uno solo ambito del diritto, la legislazione (ad es.Lex), la giurisprudenza ( ad es.il Massimario del Foro italiano), la dottrina (ad es.la Rassegna parlamentare) ; ovvero a tutti e tre gli ambiti (ad es. il Repertorio del Foro italiano).

Il numero delle riviste è elevato. Nel dizionario bibliografico delle riviste giuridiche italiane sono spogliate non meno di 250 riviste.[10]

Tra le pubblicazioni a volume (libro) un posto a sé hanno le enciclopedie e le bibliografie giuridiche.

Le enciclopedie giuridiche sono opere che sotto forma di articoli (di diversi autori) espongono le cognizioni relative a tutti i rami del diritto o a sue grandi partizioni. Gli articoli hanno come titolo una ‘voce’ che esprime un soggetto o argomento. Le voci sono disposte in ordine alfabetico. Quando le voci sono complesse esse sono suddivise in sottovoci. Il carattere enciclopedico dell’opera è indipendente dal numero dei volumi di cui  l’opera stessa si compone.

Come di un qualsiasi libro, anche di una enciclopedia possono aversi successive edizioni[11], ma più spesso sono edite delle appendici o dei volumi di aggiornamento.

Tra le enciclopedie giuridiche italiane, attualmentele più note sono :

il Digesto, quarta edizione. UTET, Torino ;

l’Enciclopedia del Diritto.Giuffrè, Milano ;

l’Enciclopedia giuridica. Istituto della Enciclopedia italiana, Roma.

Le bibliografie sono strumento indispensabile per iniziare una ricerca documentaria tant’è che spesso sono denominate ‘guide bibliografiche’[12]

Le bibliografie possono essere generali o specializzate. La più importante bibliografia generale italiana è costituita dalla Bibliografia nazionale italiana (BNI) che contiene l’elenco dei libri stampati in Italia e di cui copia deve essere depositata per legge presso la Biblioteca nazionale di Firenze. Una versione informatica di tale bibliografia è consultabile tramite il CED della Corte di cassazione (archivio BNI).

Tra le bibliografie italiane specializzate nel campo del diritto la più nota è quella di V.Napoletano :

 Dizionario bibliografico delle riviste giuridiche italiane edito da Giuffrè,Milano. Nel Dizionario la materia è suddivisa per voci e sottovoci e nell’ambito di ciascuna voce o sottovoce sono indicati gli autori (per ordine alfabetico) seguiti dal titolo dell’articolo e dagli estremi della rivista.

Nella collezione Guide bibliografiche della casa editrice Garzanti compare la bibliografia giuridica di :

G.Armani, Diritto.Milano Garzanti,1989.

Tra le bibliografie giuridiche specializzate si cita, anche per la rilevanza dell’argomento, :

G.B. Arista, La Costituzione italiana. Saggio bibliografico.Tip. del Senato, 1976, 2 voll.


5. Il sistema informativo del Parlamento

 

5.1. Gli atti parlamentari

Ai fini della interpretazione delle leggi non è infrequente il ricorso ai lavori preparatori come documentati dagli atti parlamentari.

Gli atti parlamentari si suddividono in due ampie categorie: gli atti e documenti e i resoconti.

Gli atti e documenti raccolgono:

-  le proposte e i disegni di legge presentati presso le due Camere. Sono contrassegnati da un numero arabo progressivo all’interno di ogni legislatura;

- i documenti che possono pervenire dall’esterno come ad esempio la relazione previsionale e programmatica o dall’interno come le relazioni di commissioni parlamentari d’inchiesta,le proposte di modifica ai regolamenti parlamentari. I documenti sono contrassegnati per categoria da un numero romano.

 I resoconti servono ad assicurare la conoscenza  dei dibattiti delle Camere.

I resoconti parlamentari sono di due tipi: resoconti sommari e stenografici.

Il resoconto sommario riporta la sintesi dei dibattiti redatta dai funzionari parlamentari ed è disponibile per tutte le discussioni, sia in aula che in commissione o ingiunta.

Il  resoconto stenografico contiene invece la trascrizione integrale di tutto quanto viene detto o fatto in ogni seduta ed è redatto per le sedute dell’aula e delle commissioni in sede legislativa.

Per poter accedere ad una particolare discussione o ad un atto parlamentare relativo ad un dato oggetto, quando non si conosce il numero dell’atto o la data della sua discussione, è indispensabile utilizzare i repertori parlamentari e, per le ultime legislature, le banche dati on line del Parlamento.

 I repertori parlamentari sono volumi di indici dell’attività  parlamentare pubblicati alla fine di ogni legislatura. La loro consultazione consente di individuare i disegni e le proposte di legge e le relative discussioni sia partendo dalla materia sia partendo dal proponente, nonché i documenti presentati alle Camere e le discussioni relative all’attività ispettiva del Parlamento (interrogazioni, mozioni, interpellanze, ordini del giorno, ecc.).Quest’ultimo materiale può essere di una qualche utilità in sede di progettazione legislativa, poiché non di rado si riferiscono a disfunzioni relative alla applicazione delle leggi. 

5.2. Le banche dati del parlamento

Il sistema informativo del parlamento su base informatica è costituito da una serie di archivi o banche dati realizzate e gestite dalla camera dei deputati e dal senato della repubblica.

Gli archivi della camera e del senato  sono tra di loro complementari ed interconnessi e consentono di coprire l’informazione giuridica, parlamentare e bibliografica  in modo da fornire una informazione per quanto possibile completa su un determinato argomento. Se consideriamo infatti una qualsiasi legge statale ( a partire dal 1948), è possibile conoscere i dati del suo iter parlamentare dal momento della presentazione del progetto alla sua approvazione; si può conoscere quali ordini del giorno sono stati rivolti al governo al momento della approvazione; e inoltre sapere se su quella stessa legge c’è stata una pronuncia della corte costituzionale; se vi sono interrogazioni in ordine alla sua applicazione; se vi sono commenti o interpretazioni dottrinali della legge apparse su riviste giuridiche:è,infine,  se trattasi di materia di competenza regionale, domandare quali sono le leggi regionali o le regioni che hanno legiferato su quella materia. (Il collegamento con la corte di cassazione consente  di avere la giurisprudenza relativa all’applicazione della medesima legge).

In particolare sono da ricordare ai fini della documentazione legislativa i seguenti archivi :

 

Senato

L’archivio Iter legis: contiene a partire dal 20 giugno 1979, data di inizio della VIII legislatura,i dati esenziali relativi al procedimento di esame ed approvazione delle leggi nei due rami del parlamento.[13] Di ausilio, ai fini della ricerca, è la presenza, nella prima parte di ogni documento, del paragrafo “materia”, che contiene i termini usati per la classificazione del disegno di legge. Il soggettario adottato a partire dall’ottava legislatura è stato recentemente riorganizzato in un  tesauro (elenco strutturato di descrittori) denominato TE.SE.O. che utilizza, come schema di riferimento su cui costruire la rete delle relazioni, quello della classificazione decimale universale. L’aggiornamento di iter legis è giornaliero e viene effettuato utilizzando i dati dei resoconti stampati ogni giorno, relativi di solito al giorno precedente; l’immissione e l’elaborazione di tali dati vengono effettuate nello stesso giorno di uscita degli stampati, ma la messa in linea avviene il giorno successivo. L’archivio è, quindi, aggiornato ai dati del penultimo resoconto , o ultimo se sono trascorsi più di due giorni dall’ultima seduta.

La banca generale dei testi: contiene , a partire dalla XI legislatura (1992), i testi dei resoconti sommari e stenografici dell’assemblea, dei resoconti sommari delle giunte  e commissioni e dei disegni di legge e relazioni del senato. L’utente dispone di un indice generale dei testi , espandibile a vari livelli di dettaglio, e di un archivio  per mezzo del quale può organizzare dossier  relativi, ad esempio, ai lavori preparatori delle leggi. E’ attivo anche un collegamento automatico fra gli archivi dei disegni di legge e l’archivio dei testi, che rende disponibili tutti i testi parlamentari  relativi ad un determinato iter. L’aggiornamento dell’archivio avviene, di norma, un giorno dopo la stampa degli atti.

L’archivio sindacato ispettivo comprende il testo integrale delle mozioni, interpellanze, interrogazioni del Senato e della Camera dei deputati e la loro classificazione secondo il tesauro TE.SE.O.

 Camera dei deputati

La documentazione su base informatizzata della camera dei deputati relativa alla attività legislativa comprende i seguenti tre gruppi di  archivi :

- archivi di dati relativi al procedimento di esame ed approvazione delle leggi ;

- archivio delle leggi regionali ;

- archivi dati bibliografici

Rientrano nel primo gruppo:

1. Archivio informazioni camera  (inca): contiene notizie continuamente aggiornate sulle convocazioni e sull’andamento dei lavori della camera e dei suoi organi (assemblea, commissioni, giunte, ecc. ). Tramite informazioni camera  si accede anche al testo del resoconto sommario prodotto in corso di seduta.

2. Resoconto sommario telematico : contiene il testo del resoconto  sommario prodotto in corso di seduta e relativo alle ultime quattro sedute dell’assemblea, consultabile tramite l’indice degli oratori intervenuti e degli argomenti trattati. Sotto forma di allegati sono presenti anche i testi dei documenti esaminati.

3. Testi  integrali degli  atti  parlamentari : contiene i testi integrali dei principali atti parlamentari della camera dei deputati , a partire dalla XI legislatura (1992) :

 - Resoconto sommario delle sedute plenarie

- Allegato a ai resoconti di seduta plenaria

- Bollettino delle giunte e commissioni parlamentari ( contenente i resoconti sommari dei relativi lavori)

- Stampati dei progetti di legge  ( di cui  sia iniziato l’esame) e delle relative relazioni

- Resoconti stenografici delle commissioni bicamerali antimafia e riforme istituzionali. Dalla XII legislatura sono inseriti anche i resoconti stenografici dell’assemblea e tutti gli stampati dei progetti di legge dal momento della presentazione.                             

4. Dati  iter  parlamentare leggi  statali: contiene, per ciascuna legge nazionale, dal 1 gennaio 1948 al novembre 1990, i  dati relativi al suo iter parlamentare ( camera e senato) e gli estremi di eventuali sentenze della corte costituzionale  riguardanti la legge stessa. Per gli anni successivi al 1990 occorre interrogare l’archivio Iter legis del Senato (che non contiene riferimenti alle sentenze della Corte costituzionale) o l’archivio Guritel dell’Istituto poligrafico dello Stato.

Fa parte del secondo gruppo :

l’archivio Leggi regionali (Lreg)[14] che contiene il  testo integrale (compresi gli allegati  con l’eccezione dei soli bilanci) delle leggi  in senso formale di tutte le regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano dalla rispettiva costituzione in poi

L’archivio contiene inoltre

la costituzione della Repubblica e le leggi costituzionali di modifica;

le leggi costituzionali ed ordinarie di approvazione degli statuti delle regioni e successive modifiche.

I decreti legislativi della regione Sicilia

 Gli archivi di documentazione bibliografica sono costituiti da :

 Catalogo biblioteca (cabi).  Catalogo delle opere acquisite dalla biblioteca della camera a partire dal 1 gennaio 1984. Contiene tutte le schede bibliografiche relative alle nuove accessioni, con possibilità di ricerca secondo varie chiavi di accesso ( autore, titolo, soggetto ecc.). Questo archivio trae origine dalla automazione  della biblioteca della camera attuata con il sistema dobis/libis;  “un software ponte” consente di trasferire i dati delle nuove accessioni nell’archivio cabi permettendo anche agli utenti collegati con il sistema informativo della camera di effettuarvi ricerche, linguaggio di interrogazione stairs.

 b) Archivio Rivi. Contiene i dati di spoglio di alcune centinaia di riviste di diritto, storia, economia, sociologia, scienze sociali e attualità politica, italiane e straniere.

c) Archivio doct. Contiene riferimenti bibliografici e riassunti relativi  allo spoglio selezionato di riviste giuridiche e quotidiani: la base informativa è curata dall’istituto di documentazione giuridica del cnr di Firenze.

d) Bibliografia nazionale italiana (birl). Nell’archivio prodotto dalla biblioteca nazionale centrale di Firenze e messo a disposizione dall’istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche, sono registrate le schede bibliografiche di tutte le opere pubblicate in Italia a partire dal 1975.L’archivio in formato Stairs, è interrogabile per autore, titolo, indicazioni di collana, ecc. E’ un archivio fondamentale, ma il suo aggiornamento non è garantito.

 e) letteratura grigia on line (lego). La banca dati cataloga e gestisce  la cosidetta “letteratura grigia” prodotta sia in ambito parlamentare sia da diversi soggetti esterni (in particolare ministeri, enti pubblici, istituti di ricerca) che presenti interesse per i lavori parlamentari. La definizione di “letteratura grigia” comprende tutte le pubblicazioni che, al di là della veste tipografica, non abbiano finalità e distribuzione commerciale, (studi, indagini, ricerche e ricognizioni, pre-print etc....)

Scopo della banca dati è la raccolta e la conservazione di questo materiale e la diffusione delle notizie all’interno e all’esterno delle strutture parlamentari al fine di facilitarne il reperimento e la condivisione.

La banca dati comprende, tra l’altro, i dossier del servizio studi della camera dei deputati, a partire dalla x legislatura (1987)

SITI  INTERNET

Sito Parlamento (www.Parlamento.it)

E’ in atto presso il Parlamento la riconversione di molti degli archivi di dati sopra menzionati ai fini della loro collocazione nel sito del Parlamento o nei siti specifici delle due Camere della rete internet.[15]

Già da ora sono  consultabili via Internet i seguenti archivi :

 - i testi dei progetti di legge presentati alle due Camere ;

- i testi delle leggi approvate nel corso della legislatura , a partire dalla XIII ;

- i resoconti stenografici dei dibattiti in Aula (versione non definitiva) e i comunicati relativi ai lavori delle Commissioni (Bollettini delle sedute) ;

 - le leggi regionali ;

- testi del sindacato ispettivo a partire dalla XI legislatura (1992)

Consulta online

Le sentenze della Corte costituzionale in testo integrale sono consultabili nel sito dell’archivio CONSULTA  ONLINE, coordinato dal prof. Pasquale Costanzo (www.giurcost.org/decisioni/index.html)

 

 

Progetto Norme in Rete (NIR)

Ferma restando la convinzione che la documentazione legislativa debba essere gestita da un unico centro dello Stato, ponendo fine ad un policentrismo (in particolare Parlamento, Cassazione, Istituto Poligrafico)  duro a morire per ragioni intuibili ma non conformi ad una gestione economica e soprattutto a criteri di completezza e di trattamento omogeneo  dei dati ,  si segnala che è in via di attuazione,un progetto NIR (di cui è già in funzione un prototipo)  che offre mediante un portale ad hoc (www.normeinrete.it)   un   servizio di accesso unificato e gratuito ai materiali giuridici nazionali e comunitari presenti sui siti internet delle istituzioni  partecipanti al progetto  ( Parlamento, Ministeri, Regioni, Istituto Poligrafico, ma assente il CED della Corte di Cassazione).  Soltanto il materiale del Parlamento presenta a partire da certe date un carattere di completezza e di organicità, trattandosi negli altri casi di selezioni di materiali giuridici.

Numerose sono infine le biblioteche giuridiche accessibili via Internet.Un elenco con gli indirizzi dei relativi siti è riportato nel volume di F.Brugaletta, Internet pergiuristi.

 

APPENDICE   n. 3   

  

- Circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri del 29 aprile 1988, sul coordinamento in materia di esame delle iniziative legislative nella fase di formazione ed in quella di discussione parlamentare.

- Lettera circolare del Presidente della Camera dei deputati del 10 gennaio 1997, sulla istruttoria legislativa nelle Commissioni.

- Regolamento della Camera dei deputati: art. 16-bis, art 79, art 96-bis e 96-ter.

- Circolare del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 aprile 1998, sugli adempimenti del Governo relativi all’attuazione dei principi posti dalla riforma del Regolamento della Camera dei deputati in materia di istruttoria legislativa.

- Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 marzo 2000, analisi tecnico-normativa e analisi dell’impatto della regolamentazione(art. 16)

 

 


 

Circolare del Presidente del Consiglio dei ministri  29 aprile 1988, n. 7237

Coordinamento   in   materia  di  esame  delle  iniziative legislative  nella  fase  di  formazione  ed  in  quella  di discussione parlamentare.

  I. Premessa.

  Nel contesto dei provvedimenti volti ad assicurare il piu' efficacecoordinamento dell'attivita'  legislativa  del  Governo,  particolareimportanza assumono le disposizioni di cui all'art. 2, commi 1, 2, 3,4 e 7, della legge 11 marzo 1988, n. 67 (legge finanziaria 1988), che disciplinano  le  modalita'  cui  deve  conformarsi  il  processo  diformazione delle iniziative di legge  destinate  a  produrre  effetti

sulla  finanza  pubblica;  disciplina  che  attiene  all'esigenza  di

garantire, nella prospettiva di una maggiore capacita'  di  controllo

del  processo  allocativo  delle  risorse  e  di  una piu' coerente e

consapevole impostazione della politica di bilancio, un  assolvimento

non meramente formalistico ne' forzatamente riduttivo dell'obbligo di

copertura delle leggi di spesa disposto dall'art. 81,  quarto  comma,

della  Costituzione.  Cio'  anche  ai  fini della ricevibilita' delle

iniziative legislative da parte delle presidenze delle due Camere.

Il  Governo  non  ha  mancato,  anche  in  precedenti occasioni, di

dettare indirizzi volti ad assicurare  la  necessaria  trasparenza  e

correttezza  delle  amministrazioni  nelle  decisioni incidenti sulla

spesa. E' sufficiente a tal riguardo richiamare  il  contenuto  delle

circolari   della   Presidenza   del   Consiglio   dei   Ministri  n.

1.1.26/10888/9.58 dell'11 agosto 1987, n. 16414/10.1 del 7  settembre

1987  e  n. 08497633 del 27 ottobre 1987, nonche' delle circolari del

Ministero del tesoro 1› luglio 1978, n. 138689, 14 maggio 1985, n. 31

e  19  settembre  1987,  n.  58,  che qui si intendono confermate per

quanto non diversamente previsto dalle presenti istruzioni.

Peraltro,   la   disciplina   normativa   sopravvenuta   impone  di

riconsiderare in senso piu' generale ed organico la  problematica  in

questione,  cosi'  da  stabilire piu' incisivamente le modalita' e le

condizioni cui deve conformarsi l'attivita' dei Ministeri in materia

D'altra  parte,  l'impegno programmatico del Governo, nel prevedere

un'adeguata  revisione  delle  strutture  ministeriali  ai  fini   di

assicurare  maggiore  efficienza  e  trasparenza  all'attivita' della

pubblica  amministrazione,  contempla  la   determinazione   in   via

normativa di criteri di formulazione degli indirizzi amministrativi e

dei controlli sui risultati dell'azione amministrativa. In attesa che

cio'  venga definito nell'ordinamento, appare utile anticipare alcune

coerenti modalita' operative.

All' uno  e  all'altro  fine,  le amministrazioni devono conformarsi

alle seguenti direttive.

II - Procedure di coordinamento.

1.   I   Ministeri   proponenti  devono  corredare  gli  schemi  di

provvedimenti legislativi (disegni di legge, decreti-legge e  decreti

legislativi)  oltre  che della consueta relazione illustrativa, anche

di una relazione tecnica redatta sulla  base  delle  indicazioni  che

vengono precisate nel successivo capo III.

Acquisiti   i   necessari   concerti  delle  altre  amministrazioni

interessate - per i quali si raccomanda la massima celerita',  specie

per  quanto  riguarda  i  provvedimenti  attuativi  dal  programma di

Governo e quelli relativi alla ratifica di accordi internazionali  ed

al  recepimento  di  direttive comunitarie - lo schema e la relazione

tecnica saranno quindi inviati al Ministero del tesoro  -  Ragioneria

generale  dello  Stato, per la prescritta verifica, le cui favorevoli

conclusioni costituiscono condizione per la richiesta  di  iscrizione

del  relativo  provvedimento  all'ordine del giorno del Consiglio dei

Ministri.

In   nessun   caso,   dunque,   i   Ministeri  potranno  richiedere

l'iscrizione di provvedimenti all'ordine del giorno del Consiglio dei

Ministri   diramando   i   provvedimenti   stessi   ed  invitando  le

Amministrazioni  interessate  a  comunicare  direttamente  a   questa

Presidenza  la propria adesione. Si tratta del resto di prassi che la

richiamata circolare n. 16414/10.1 del 7  settembre  1987  ha  inteso

escludere,  nella  prospettiva  di  assicurare  il  piu'  efficace  e

penetrante coordinamento dell'attivita' del Governo.

E'  appena il caso di precisare che, stante la complessita' tecnica

delle verifiche che la normativa impone al Ministero del tesoro,  gli

schemi  in  questione  e le relative relazioni tecniche devono essere

trasmesse con congrui margini temporali.

Nelle   ipotesi  in  cui  il  Ministero  del  tesoro  verifichi  la

incompletezza dei dati o la incongruita' delle valutazioni, ovvero la

carenza  di  copertura finanziaria e l'amministrazione proponente non

si conformi alle indicazioni dallo stesso fornite,  le  problematiche

saranno   sottoposte  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri

nell'esercizio  delle  funzioni   costituzionali   di   coordinamento

dell'attivita' di Governo.

E'  di  tutta  evidenza,  poi,  che,  ove il Consiglio dei Ministri

deliberi significative modificazioni del provvedimento,  i  Ministeri

proponenti  provvederanno  a  modulare  conseguentemente la relazione

tecnica, d'intesa con il Ministero del  tesoro,  anche  recependo  le

indicazioni al riguardo scaturite dalla sede collegiale.

Le  direttive  di cui sopra dovranno essere osservate anche per gli

schemi di provvedimenti legislativi gia' diramati in  data  anteriore

alla presente circolare e non ancora esaminati da parte del Consiglio

dei Ministri, quando i Ministri proponenti intendano  confermare  gli

schemi medesimi ai fini del loro ulteriore iter.

2.  Nel  richiamare  la  particolare  attenzione  delle  SS.LL. sui

principi  enunciati  dalla  Corte  costituzionale  con  sentenza   n.

302/1988,  si  ricorda  l'esigenza  espressa  anche  nel programma di

Governo che sui  decreti-legge  debba  intervenire  la  deliberazione

delle  Camere entro il termine costituzionale dei sessanta giorni. In

attesa,   peraltro,   che   il   Parlamento   si   dia   tale   nuova

regolamentazione  -  cio'  che  farebbe venir meno il problema stesso

della  reiterazione  -  si  ritiene  opportuno   precisare   che   la

reiterazione dei decreti-legge, non tempestivamente convertiti, possa essere proposta soltanto quando, attraverso il complessivo  andamento dei  lavori  delle  Camere, non sia stato riscontrato un orientamento parlamentare negativo in  ordine  all'iniziativa  del  Governo  nella materia. Esclusa, pertanto, la possibilita' di reiterare disposizioni che siano state espressamente  respinte,  la  relazione  illustrativa dello  schema di disegno di legge di conversione dovra' enunciare gli elementi oggettivi dai quali si ricavi che la mancata conversione nei termini  non  e'  ascrivibile  a  motivazioni negative. In ogni caso, l'eventuale recepimento, in occasione della reiterazione, di proposte emendative  scaturite  dalla  sede  parlamentare,  dovra'  costituire oggetto dell'apposita relazione tecnica verificata dal Ministero  del tesoro.

3.  Per cio' che concerne la presentazione di emendamenti a disegni

o proposte di legge, in corso  di  esame  parlamentare,  i  Ministeri

interessati  devono  trasmettere  tempestivamente alla Presidenza del

Consiglio dei Ministri - Ufficio del Ministro per i rapporti  con  il

Parlamento,  il  relativo  testo,  corredato della relazione tecnica,

positivamente  verificata  dal  Ministero  del  tesoro,  quando  tali

emendamenti  comportino nuove o maggiori spese, ovvero diminuzioni di

entrata.

L'Ufficio del Ministro per i rapporti con il Parlamento provvede ad

informare l'uffico legislativo della stessa Presidenza del  Consiglio

dei ministri e, sulla base degli accertamenti espletati anche ai fini

del  necessario  coordinamento,  esprime  al   Ministero   proponente

l'eventuale assenso all'ulteriore corso degli emendamenti.

Per  gli  emendamenti  d'iniziativa parlamentare, il rappresentante

del Governo deve  con  immediatezza  dare  notizia  degli  stessi  al

Ministro  per i rapporti con il Parlamento e, quando tali emendamenti

comportino maggiori spese o minori entrate,  anche  al  Ministro  del

tesoro,  per l'acquisizione dell'assenso, secondo le modalità dianzi

precisate per gli emendamenti di  iniziativa  governativa.  All'esito

positivo  delle  procedure  di  cui  sopra,  e' subordinato il parere

favorevole del rappresentante del Governo all'ulteriore  corso  degli emendamenti.

  4. Quanto alla fattispecie disciplinata dal comma 3 dell'art. 2, il

Presidente del Consiglio dei Ministri o, per sua delega, il  Ministro

per  i  rapporti  con  il  Parlamento,  acquisite  le richieste delle

Commissioni parlamentari, assicura  la  tempestiva  esecuzione  degli

adempimenti dovuti, in analogia a quanto sopra precisato.

  5.  Particolare  attenzione  dovrà  essere  posta  per il puntuale

rispetto del disposto di cui al comma 7 dell'articolo 2. A tal fine i

Ministeri   dovranno   verificare,   per  le  materie  di  rispettiva

competenza, gli  eventuali  scostamenti,  nel  corso  dell'attuazione

delle  leggi, rispetto alle previsioni di spesa o di entrata, dandone

comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro

del  tesoro,  con  l'indicazione delle occorrenti iniziative intese a

correggere gli squilibri rilevati.

  Si  tratta,  anche  in  questo caso, di una innovazione di profondo

rilievo, motivata dalla medesima esigenza di assicurare una  corretta

e  continuativa azione conoscitiva sull'effettività delle previsioni

concernenti la finanza pubblica e destinata anch'essa  ad  arricchire

l'ordinaria  operatività  delle  amministrazioni  nel  senso  di una

costante attività di controllo sia  dei  risultati  conseguiti,  sia

delle  tendenze  progressivamente  emerse in sede di attuazione degli

interventi di propria competenza.

  Sotto  tale  peculiare  profilo,  la collaborazione che si richiede

alle amministrazioni  e'  volta  non  solo  ad  ottenere  una  pronta

comunicazione degli scostamenti tra previsioni ed andamenti effettivi

di entrata e di spesa, non appena  questi  si  siano  verificati,  ma

prima ancora ad avere tempestiva notizia di tutti quegli elementi che

appaiano in grado di  determinare  significative  modifiche  rispetto

alle previsioni.

  Iniziative  analoghe  a  quelle  sopra  enunciate  dovranno essere,

altresì,  assunte  dalle  amministrazioni  interessate  in  caso  di

sentenze   definitive   di   organi  giurisdizionali  e  della  Corte

costituzionale, suscettibili di determinare maggiori oneri.

In  tale  quadro,  le  amministrazioni  interessate  evidenzieranno

inoltre, con apposita  relazione  al  Presidente  del  Consiglio  dei

Ministri  ed  al  Ministro  del  tesoro,  le implicazioni finanziarie

derivanti dall'eventuale accoglimento di eccezioni di  illegittimità

costituzionale ritenute non manifestamente infondate sulla base delle

ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale.

 III . Modalità  e contenuti della relazione tecnica.

  1.   La   indifferibile   necessità   di   pervenire  a  una  più

circostanziata conoscenza ed evidenza delle  conseguenze  finanziarie

delle iniziative legislative di spesa, ha indotto il Parlamento, come

dinnanzi  precisato,   a   proporre   la   questione   nei   termini,

legislativamente vincolanti, di una articolata disciplina.

  Nell'ambito  di  tale  disciplina  che  si  colloca nel solco degli

orientamenti già in materia a suo tempo formulati dal Tesoro con  le

richiamate  circolari, trovano in particolare conferma (art. 2, comma

2) le indicazioni secondo cui i disegni di legge e gli emendamenti di

iniziativa  governativa che comportino nuove o maggiori spese, ovvero

diminuzioni di entrate, devono  essere  corredati  da  una  relazione

tecnica  che  dia  conto  in  maniera  puntuale degli oneri recati da

ciascuna disposizione, con la specificazione, per le spese di  natura

corrente  e  per  le minori entrate, degli oneri destinati a prodursi

annualmente fino al momento della completa attuazione delle norme  e,

per  le  spese in conto capitale, della modulazione relativa ai primi

tre anni di attuazione e dell'onere  complessivo  in  relazione  agli

obiettivi fisici previsti.

  A questi preliminari adempimenti di natura informativa fa riscontro

l'esigenza di una corrispondente individuazione  delle  modalità  di

copertura  degli  oneri,  secondo  una  tassativa  tipologia  che  fa

esclusivo riferimento (art. 2, comma 1) alle seguenti ipotesi:

    a) utilizzo di accantonamenti preordinati nei fondi speciali;

    b)  utilizzo  di  somme  derivanti  dalla riduzione di precedenti

autorizzazioni legislative di spesa;

    c) utilizzo di disponibilità  formatesi su capitoli di natura non

obbligatoria;

    d)   utilizzo   di   nuove   o   maggiori  entrate  derivanti  da

provvedimenti legislativi.

  Le  condizioni  e  i limiti specificamente identificati dalla legge

finanziaria 1988, in relazione alle singole fattispecie di copertura,

vengono  piu'  avanti  illustrati dettagliatamente, nell'ambito delle

indicazioni che si forniscono ai fini di una  corretta  compilazione,

da   parte   delle   competenti  amministrazioni,  sia  delle  schede

riassuntive di valutazione economico-finanziaria che  si  trasmettono

in  allegato  alla  presente  circolare,  sia della relazione tecnica

nella  quale  andranno  analiticamente  illustrati  e  motivati   gli

elementi e i dati riportati nelle schede ed esplicitate le fonti e le

metodologie utilizzate.

  2.  La  procedura  codificata  con le richiamate disposizioni della

legge  finanziaria  1988,  nel  prescrivere  i  comportamenti  e  gli

adempimenti  che  si  rende  d'ora  innanzi necessario assicurare per

consentire la verifica dei dati  e  dei  criteri  metodologici  delle

relative  coperture,  pone  un doppio argine di regole dirette, da un

lato, ad evitare il rischio che, per effetto di una carente attività

di  analisi,  le  reali  dimensioni  della spesa abbiano a precisarsi

compiutamente solo in fase realizzativa, con gravi ripercussioni  sul

piano  dell'attendibilità  delle  previsioni  di  bilancio  e  degli

equilibri  finanziari  conseguentemente  delineati;   dall'altro,   a

ridisegnare  un  quadro  fisiologico  delle  possibili  modalità  di

copertura delle spese.

  E'  opportuno  al  riguardo  sottolineare che sull'uno e sull'altro

versante un ruolo di decisiva importanza viene in tal modo attribuito

alle  amministrazioni  proponenti,  cui e' richiesto di provvedere in

prima istanza alla evidenziazione degli elementi  di  valutazione  da

sottoporre,  con  le  modalità  di  cui  al  precedente  capo II, al

conclusivo giudizio del Parlamento.

  L'individuazione   di   questa   puntuale   responsabilità   delle

amministrazioni nell'accertamento delle implicazioni finanziarie  dei

provvedimenti di spesa da esse proposti, pone un delicato problema di

diffusione della cultura e della politica di bilancio; postula  anche

un  impegno non indifferente delle amministrazioni stesse, chiamate a

cimentarsi con tematiche ritenute normalmente estranee  o  eccentriche

rispetto  ai modi correnti di approccio alle problematiche settoriali

di rispettiva competenza.

  Nella  consapevolezza  della  gravosità  di  tale impegno, al fine

dell'indispensabile coordinamento finalizzato alla costruzione  e  al

consolidamento   della   nuova  prospettiva  entro  la  quale  dovrà

stabilmente    collocarsi    la    capacità'    propositiva     delle

amministrazioni,  si  e'  ritenuto  pertanto  necessario apportare un

fattivo contributo all'impostazione di  una  appropriata  e  uniforme

metodologia   di   rilevazione  dei  costi  recati  o  indotti  dalle

iniziative legislative con effetti sulla finanza pubblica.

  A tal fine, d'intesa col Ministero del tesoro, e' stata predisposta

l'allegata scheda di  valutazione  economico-finanziaria,  attraverso

cui  si  intende  non  gia'  imporre  alle amministrazioni un modello

definitivo e obbligato per  la  comunicazione  dei  dati  di  rilievo

finanziario che connotano le proprie iniziative, bensì prospettare i

principali elementi e passaggi di un possibile  percorso  logico,  da

svolgere  compiutamente nell'apposita relazione tecnica, percorso che

appare congruo al raggiungimento  degli  scopi  in  questione  e  che

servira'  in  ogni  caso  al Ministero del tesoro in sede di verifica

delle valutazioni fornite dalle amministrazioni proponenti.

  Di   tali   indicazioni  orientative  le  amministrazioni  potranno

ovviamente  avvalersi,  curandone  tutti  gli  adattamenti   che   si

rendessero  necessari  in  relazione  alla specificita' delle diverse

esigenze e situazioni e sviluppandone i contenuti con le integrazioni

che risultassero opportune.

  3.     L'allegata     scheda    riassuntiva    delle    valutazioni

economico-finanziarie  relative  alle  iniziative   legislative   con

riflessi  sulla  finanza  pubblica,  da  trasmettere  a corredo della

relazione tecnica che, ai sensi dell'art. 2,  comma  2,  della  legge

finanziaria  1988,  le  amministrazioni  proponenti  sono  tenute  ad

elaborare e  sottoporre  alla  verifica  del  Ministero  del  tesoro,

individua  i  principali  dati ed elementi informativi da evidenziare

nella predetta relazione.

  In  tal  senso, la struttura complessiva e l'articolazione puntuale

della scheda, unitamente alle precisazioni e ai  chiarimenti  che  si

forniscono  con  la  presente circolare, offrono alle amministrazioni

un'utile traccia di ragionamento da svolgere compiutamente in termini

analitici in sede di relazione tecnica.

SCHEDA A.

  Circa  le  disposizioni  per le quali si rende necessario procedere

all'analisi e valutazione dell'impatto finanziario, si ricorda che il

citato  art.  2, comma 2, della legge finanziaria 1988 prescrive tale

obbligo per tutte le iniziative  legislative  e  gli  emendamenti  di

origine  governativa. La scheda puo' peraltro essere utilizzata anche

ai fini degli analoghi adempimenti che si possono  rendere  necessari

in  relazione all'ipotesi di cui al comma 3, del medesimo art. 2, che

consente alle Commissioni parlamentari di richiedere al  Governo  una

verifica tecnica della quantificazione degli oneri recati da tutte le

disposizioni legislative al loro esame, quale ne sia l'origine.

  Si   e'  inoltre  ritenuto  opportuno,  inserendo  l'apposita  voce

"decreto delegato", prevedere la possibilita' di utilizzare la scheda

anche ai fini - non contemplati espressamente dalla citata normativa,

ma ad essa  direttamente  riconducibili  -  della  quantificazione  e

valutazione  degli oneri recati da disposizioni normative proposte in

attuazione di leggi di delega, laddove queste ultime non provvedano a

determinare  gli  oneri stessi, ma si limitino a individuarne il solo

criterio di copertura finanziaria.

SCHEDA B.

  La scheda e' articolata in sei sezioni, rispettivamente riguardanti

le nuove o maggiori spese di natura corrente (punto  1)  e  in  conto

capitale  (punto  2), le minori entrate (punto 3), le minori spese di

natura corrente (punto 4) e in conto capitale (punto 5), le  nuove  o maggiori entrate (punto 6).

  In  relazione  alla  sezione  1 (e alle successive sezioni, laddove

richiesto), si precisa che per enti del  settore  pubblico  allargato

devono  intendersi  quelli  individuati  negli  appositi  decreti del

Presidente del Consiglio dei Ministri del 3  giugno  1986  e  del  10

settembre  1986  (rispettivamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale

n. 128 del 5 giugno 1986 e n. 214 del 15 settembre 1986).

  Gli  oneri  da  ricomprendere  in  tale sezione vanno disaggregati,

utilizzando l'apposita  tabella,  sulla  base  delle  classificazioni

economica  e  funzionale,  e quindi singolarmente considerati secondo

gli schemi di cui ai punti da 1.1 a 1.5.

  In particolare:

    a)  per  gli  oneri  del personale, da riportare al punto 1.1, la

dimostrazione del relativo costo medio unitario andrà analiticamente

fornita  nel  contesto della relazione tecnica distinguendo tra oneri

diretti  e  oneri  riflessi  a  carico  dello   Stato   e   dell'ente

interessato;

    b)   per  gli  oneri  derivanti  da  benefici  pensionistici,  in

considerazione di quanto  comma  4,  della  legge  finanziaria  1988, che impone di evidenziare

nella  relazione  tecnica  "un   quadro   analitico   di   specificamente  previsto  dall'articolo  2,

proiezioni

finanziarie  almeno decennali, riferite all'andamento delle variabili

collegate ai soggetti beneficiari", lo schema di cui  al  punto  1.2.

andrà   compilato,   relativamente   al  quadro  A,  sulla  base  di

valutazioni che tengano conto, per  ciascun  tipo  di  pensione,  dei

nuovi  ingressi  e  delle  probabilita'  di  uscita; relativamente al

quadro B,  indicando  il  beneficio  medio  pro-capite  proposto,  da

aggiornare  sulla base dei criteri di perequazione automatica annuale

previsti nei  singoli  ordinamenti  (e  specificando  inoltre,  nella

relazione tecnica, i parametri previsionali ipotizzati);

    c)   per  gli  oneri  di  funzionamento  (punto  1.3.),  andranno

precisati gli importi previsti per  l'acquisto  di  beni  e  servizi,

quali    risultano   dalle   analitiche   valutazioni   da   svolgere

compiutamente in sede di relazione tecnica;

    d)   per  gli  oneri  di  trasferimento  (punto  1.4.),  andranno

individuate,  nell'ambito  dei  quattro  gruppi  indicati  (famiglie,

imprese,   enti,   organismi   esteri)  le  specifiche  categorie  di

beneficiari direttamente interessate; andranno altreì fornite delle

stime  di massima circa le dimensioni dell'intera platea dei soggetti

beneficiari e di quella che  una  ragionevole  previsione,  costruita

sulla  base  anche di situazioni analoghe o di esperienze precedenti,

può portare a far ritenere realistica.

  Si  richiama, infine, l'attenzione sull'esigenza di approfondire in

sede di relazione tecnica talune  problematiche,  già  a  suo  tempo

evidenziate  con  la  citata  circolare  del  Tesoro  n. 31 del 1985,

connesse all'"eventuale esistenza di altre  categorie  nei  confronti

delle  quali  potrebbe  venire  conseguentemente  ad  instaurarsi  un

trattamento differenziato pur in  presenza  di  situazioni  oggettive

sostanzialmente   analoghe,  con  la  conseguenza  di  provocare,  in

definitiva,  effetti  espansivi  della  spesa   originariamente   non

considerati.  Difetti di valutazione, in tal senso, sono stati spesso

registrati in relazione a provvedimenti recanti benefici  liberali  o

assistenziali, derivandone poi l'esigenza indotta di estensione delle

provvidenze  a  favore  di  altre  categorie  con   ulteriori   oneri

originariamente del tutto ignorati".

  Si  segnala  che valutazioni di tale natura andranno in particolare

fornite per le disposizioni in materia di  pubblico  impiego,  tenuto

conto   che   l'art.   2,  comma  4,  della  legge  finanziaria  1988

espressamente  impone,  al  riguardo,  di  indicare  nelle  relazioni

tecniche  "i  dati  sul  numero  dei destinatari, sul costo unitario,

sugli automatismi diretti e indiretti che  ne  conseguono  fino  alla

loro  completa  attuazione,  nonché  sulle  loro correlazioni con lo

stato giuridico ed economico  di  categorie  o  fasce  di  dipendenti

pubblici omologabili".

  In  relazione  agli  elementi d'informazione da fornire nell'ambito

della sezione 2, concernente le  nuove  o  maggiori  spese  di  conto

capitale,  si  ritiene che gli schemi da compilare siano di immediata

comprensione, anche alla luce di quanto già chiarito in  riferimento

alla precedente sezione 1.

  Si  ravvisa  peraltro  l'opportunità  di segnalare che, per quanto

riguarda il tasso d'inflazione da indicare nel quadro di cui al punto

2.1.,  va  utilizzato  quello previsto nei documenti programmatici di

Governo, assumendo come costante, per gli anni in relazione ai  quali

il   tasso  stesso  non  sia  stato  determinato,  il  dato  relativo

all'ultimo anno disponibile.

  Nell'ambito   della   relazione  tecnica  andranno  poi  svolte  le

necessarie valutazioni circa l'impatto che  gli  interventi  proposti

potranno  avere  sulle  strutture  amministrative  interessate  (c.d.

"copertura amministrativa").

  Nel medesimo contesto, in relazione a quanto espressamente disposto

dall'attuanda normativa, andrà poi fornito ogni  utile  elemento  di

valutazione  idoneo  a  consentire  una  verifica di congruità degli

oneri complessivi recati dall'iniziativa in rapporto agli  "obiettivi

fisici previsti".

  Circa  le  minori  entrate, che formano oggetto della sezione 3, si

precisa che le relative valutazioni, qualora non vi  sia  coincidenza

tra amministrazione proponente e amministrazione competente, andranno

fornite o preliminarmente verificate da quest'ultima.

  Le  sezioni  4,  5  e  6  andranno compilate, secondo le specifiche

esigenze, esclusivamente nel caso di disposizioni  volte  a  produrre

risultati  di  riduzione  della  spesa  o di nuovo o maggiore gettito

fiscale, parafiscale o tariffario in correlazione a disposizioni che,

nell'ambito  del medesimo provvedimento o di provvedimenti collegati,

siano destinate a produrre nuove o maggiori spese o minori entrate.

  Ciò  all'evidente  fine  di  consentire  una analitica valutazione

circa la correttezza e la congruità, in termini sia quantitativi che

qualitativi, degli effetti compensativi perseguiti.

La  sezione  6  andrà invece  compilata  in via autonoma per ogni

provvedimento recante nuove o maggiori entrate, restando  inteso  che

la  relazione  dovrà  consentire  una  valutazione  delle  eventuali

conseguenze destinate a derivarne in termini di  maggiore  spesa  per

effetto  di meccanismi automatici di correlazione (quali, ad esempio,

quelli in materia di  aggi,  di  regolazioni  contabili  per  tributi

acquisiti  presso  le  tesorerie  delle regioni Sicilia e Sardegna) e

devoluzioni  o  trasferimenti  rapportati  a  risultanze  di  gettito

(quali,  ad  esempio, le entrate sostitutive di tributi soppressi, il

fondo di solidarietà per la Sicilia, i trasferimenti  alle  regioni,

ecc.).

SCHEDA C.

  Già  si  e'  fatto  cenno alle disposizioni contenute nell'art. 2,

comma 1, della  legge  finanziaria  1988,  in  materia  di  copertura

finanziaria  delle  iniziative  legislative  che  comportano  nuove o

maggiori spese o minori entrate.

  In  sintesi,  tali  disposizioni  prevedono  che la copertura debba

essere   reperita   esclusivamente    mediante    l'utilizzo    degli

accantonamenti   di   fondo  speciale,  la  riduzione  di  precedenti

autorizzazioni legislative di spesa, la riduzione  di  disponibilità

formatesi  nel  corso  dell'esercizio  sui  capitoli  di  natura  non

obbligatoria, se accertate in sede di assestamento del  bilancio,  il

reperimento   di   nuove   o  maggiori  entrate  attraverso  appositi

provvedimenti legislativi.

  Ad  integrazione  di tali indicazioni di carattere positivo, va poi

ricordato che le stesse  disposizioni  vietano  il  ricorso,  per  il

medesimo scopo di copertura, alle economie (quote di stanziamenti non

impegnate) che si dovessero realizzare nelle spese  per  interessi  e

per  stipendi  del bilancio dello Stato, alle risorse giacenti presso

conti correnti di Tesoreria, se non dopo che esse siano riaffluite al

bilancio, e all'utilizzazione dei c.d. "slittamenti di copertura" per

gli accantonamenti di parte corrente, salvo casi specificati.

  L'utilizzo  degli  accantonamenti preordinati su base triennale nei

fondi speciali di parte corrente e  di  conto  capitale  della  legge

finanziaria, che costituisce la modalità prevalente di copertura dei

nuovi o  maggiori  oneri  indotti  dalle  leggi,  viene  puntualmente

disciplinato  alla  lettera  a)  del  citato  comma, che vieta sia la

copertura di  provvedimenti  di  parte  corrente  con  accantonamenti

preordinati  in  quella di conto capitale, sia l'utilizzo difforme di

accantonamenti per regolazioni contabili e provvedimenti  da  emanare

in adempimento di obblighi internazionali.

  Scopo  di  tale  disposizione  e'  di  contrastare  i  processi  di

dequalificazione della  spesa  pubblica,  che  non  mancherebbero  di

conseguire  dalla  riduzione  di quella programmata in conto capitale

per aumentare quella corrente, e di impedire sia l'utilizzo  difforme

di  accantonamenti  riservati alla regolazione di transazioni interne

al settore pubblico, che hanno contenuto esclusivamente contabile  in

quanto  relative  a  debiti pregressi e non offrono, pertanto, alcuna

risorsa  reale  di  copertura,  sia  l'utilizzo  difforme  di   spese

preordinate per l'esecuzione di obblighi internazionali.

  Si  segnala,  in particolare, che l'ultimo periodo della lettera a)

reca una modifica della legge n. 468 del 1978 con  riguardo  ai  c.d.

"slittamenti   di   copertura",   escludendone   l'applicabilità  in

relazione all'utilizzo degli accantonamenti  dei  fondi  speciali  di

parte  corrente,  a  meno  che non si tratti di spese strutturalmente

retroattive quali,  ad  esempio,  quelle  in  attuazione  di  accordi

internazionali aventi decorrenza prestabilita.

  L'esclusione  si  fonda  sul  fatto  che  le spese correnti entrano

stabilmente  nei  flussi  di   bilancio   non   rilevando,   perciò,

l'intreccio  meramente  contabile tra l'esercizio di presentazione, e

quindi di impostazione delle coperture dei relativi provvedimenti,  e

quello successivo in cui sono approvati.

  Le  lettere  b)  e  c)  dello stesso primo comma disciplinano, poi,

rispettivamente, le  due  distinte  fattispecie  dell'utilizzo  degli

stanziamenti iscritti in capitoli sulla base di disposizioni di legge

che  ne  predeterminano  la  quantificazione,  e   dell'utilizzo   di

disponibilità formatesi su capitoli concernenti spese discrezionali.

  Nel  primo  caso  si  impone  di  modificare  la  norma della legge

sostanziale riducendo la corrispondente autorizzazione di spesa.

  La  seconda parte della lettera b) disciplina l'ipotesi in cui tali

autorizzazioni siano  affluite  a  fondi  di  tesoreria,  come  viene

sovente  disposto  per semplificare la gestione pluriennale dei fondi

assegnati a programmi di spesa permanenti o di  medio-lungo  periodo.

In  questo  caso le somme giacenti presso i fondi di tesoreria devono

essere riacquisite alla gestione di  bilancio,  mediante  contestuale

iscrizione all'entrata, per poterle utilizzare a fini di copertura.

  Nel  secondo  caso (lettera c), che presuppone anzitutto il divieto

della  riduzione  di   capitoli   concernenti   spese   obbligatorie,

all'utilizzo  delle  disponibilità formatesi su quelli di natura non

obbligatoria viene connesso il divieto  di  incrementarli  nel  corso

dello  stesso  esercizio,  per  evitare che la copertura reperita sia

meramente contabile.

  Nella stessa logica, qualora il nuovo onere coperto abbia carattere

pluriennale, a garanzia  della  effettività  della  copertura  viene

prevista la clausola, anch'essa peraltro già applicata nella prassi,

che vieta l'incremento del capitolo nei due  esercizi  successivi  al

primo in misura superiore al tasso di inflazione programmato, dedotte

le somme utilizzate a fini di copertura.

  Per  l'utilizzo  di  questa  forma  di  copertura e' stato peraltro

disposto che ad essa si può fare ricorso solo dopo che  il  Governo,

con  la  presentazione  del  disegno  di  legge  di  assestamento del

bilancio,  abbia  accertato  che  le  disponibilità  formatesi   sui

capitoli di natura non obbligatoria non debbano essere utilizzate per

far fronte alle esigenze di altri capitoli che nel primo semestre  di

gestione  si  siano  rivelati sottostimati. Ovviamente, questa regola

non  appare  applicabile  in  riferimento  ad  ipotesi  di  copertura

nell'ambito  di dotazioni iscritte nei bilanci delle Aziende autonome

dello Stato, per le peculiari modalità  di  assestamento  di  questi

bilanci,  che  debbono  sempre offrire possibilità di compensazione,

nel loro ambito, ad ogni eventuale variazione.

La lettera c) fa altresì divieto di coprire nuove o maggiori spese

a valere sulle economie  (quote  non  impegnate  degli  stanziamenti)

risultanti  sui  capitoli  di  spesa  del  bilancio  dello  Stato per

interessi e per stipendi.

  Il  divieto  dell'utilizzo  delle  economie  sugli  interessi, già

peraltro previsto nelle leggi finanziarie per il 1986 e il  1987,  si

basa  sulla inopportunità di utilizzare per nuove spese la eventuale

riduzione dell'onere per interessi sul debito pubblico.

  Circa  tale riduzione, e' da evidenziare che si tratta di uno degli

obiettivi essenziali ai fini del risanamento della finanza  pubblica,

poiché  la  spesa  per  interessi  alimenta la crescita del rapporto

debito pubblico/PIL, dato il livello  reale  che  hanno  raggiunto  i

tassi in questi anni.

  Il  divieto  dell'utilizzo delle economie sui capitoli per stipendi

si basa invece sulla natura di spese obbligatorie che e'  propria  di

tali  capitoli e sulla opportunità di evitarne la sovrastima in sede

di impostazione dei bilanci.

  L'ultimo periodo della lettera c) del comma disciplina l'ipotesi di

copertura correlata all'esercizio della facoltà di cui agli articoli

9 (spese impreviste) e 12, comma 1, (assegnazioni di bilancio), della

legge n. 468 del 1978.

  Con  la  disposizione  all'esame  viene disposto che non si possono

integrare i capitoli di bilancio in base agli articoli 9 e 12,  comma

1,  della  "468" se le relative disponibilità sono state utilizzate,

in tutto o in parte, per la  copertura  di  nuove  o  maggiori  spese

disposte con legge.

  Questa  disposizione,  introdotta  per  la  prima volta nella legge

finanziaria 1983 e ripetuta in tutte le successive leggi  finanziarie

limitandone   però   ogni  volta  l'applicazione  al  solo  anno  di

riferimento, diviene ora permanente.

  Con  la  lettera  d),  infine, del comma si indica, quale ulteriore

forma di copertura, il ricorso a nuove o  maggiori  entrate  disposte

  6.  Per  il  1988  si  richiama  la limitazione disposta al comma 5

dell'art. 1 della medesima legge finanziaria, secondo  cui  la  parte

del  gettito  derivante dall'approvazione di provvedimenti di entrata

previsti  nel  c.d.  fondo   speciale   negativo,   che   ecceda   la

quantificazione  di  cui  ai  rispettivi accantonamenti, e' riservata

alla riduzione dei deficit di bilancio  e  non  può  perciò destinata al finanziamento di nuove o maggiori spese.

 Il Presidente: DE MITA

 

 

 Lettera circolare del Presidente della Camera dei deputati sulla istruttoria legislativa nelle Commissioni ( 10 gennaio 1997)

  Sommario :finalità della circolare - obbligatorietà dell'istruttoria legislativa in Commissione al fine di una consapevole decisione da parte dell'Assemblea - completezza della istruttoria legislativa - conseguenti requisiti della relazione per l'Assemblea e del testo legislativo - ammissibilità degli emendamenti - attività conoscitiva collegata  all'istruttoria - pareri delle Commissioni - sentenze della Corte costituzionale.

1. Finalità della circolare.
Molti moderni ordinamenti giuridici sono caratterizzati dalla inflazione legislativa. In ogni Paese il fenomeno si presenta con caratteristiche proprie. Esiste tuttavia un comune denominatore costituito da un numero di leggi considerato eccessivo e da una qualità considerata scadente. Basti ricordare, a tale proposito, le raccomandazioni dell'OCSE sulla qualità e sulla quantità delle leggi e il lavoro che alcune Assemblee parlamentari europee - fra cui, recentemente, l'Assemblea nazionale francese - hanno avviato sui metodi per ridurre l'inflazione legislativa.
L'ordinamento italiano presenta gli stessi difetti, acuiti dalla esistenza in Costituzione di ampie riserve di legge e da una cultura politica che vede nel Parlamento la sede di regolamentazione globale della vita del paese e dei cittadini. E Parlamento deve, invece, qualificare la propria presenza sui grandi nodi e le grandi strategie della società in cui opera, perché questa funzione costituisce la principale ragion d'essere della moderna rappresentanza politica nazionale.
Il proliferare di una produzione legislativa frammentaria, disorganica e connotata da scarsa chiarezza rappresenta ormai un costo eccessivo per i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione. Si tratta, per di più, di un costo che penalizza la competitività del nostro sistema, ne rallenta la modernizzazione, ne limita la capacità di integrarsi nella dimensione europea. La rideterminazione e riqualificazione dei compiti del Parlamento è tema proprio delle riforme istituzionali, mentre spetta alla riforma del Regolamento ridisciplinare modi e forme del procedimento legislativo.

In attesa di queste innovazioni, esiste, comunque, la necessità di utilizzare nel modo più razionale le risorse della Camera e di fare ciò che è possibile per migliorare la qualità del nostro lavoro. E' quindi opportuno fissare già da ora alcuni princìpi, nell'ambito della Costituzione e del Regolamento vigenti, alla nostra attività legislativa di perseguire finalità di chiarezza e di semplificazione nell'interesse dei cittadini, delle imprese e della pubblica amministrazione.

 Obbligatorietà dell'istruttoria legislativa in Commissione al fine di una consapevole decisione da parte dell'Assemblea.

L'articolo 72 della Costituzione prescrive che ogni progetto di legge sia esaminato da una Commissione prima di essere sottoposto al vaglio dell'Assemblea. La procedura in sede referente, insieme con l'attività consultiva ad essa collegata, costituisce, perciò, la fase istruttoria obbligatoria del procedimento legislativo.

I princìpi che regolano tale fase sono differenziati da quelli propri delle procedure deliberanti, le quali sono dirette alla definitiva approvazione del testo legislativo. La fase istruttoria è, invece, finalizzata all'acquisizione degli elementi utili alla decisione e alla conseguente elaborazione del testo per consentire la deliberazione dell'Assemblea. In vista dell'adempimento di tale compito, l'esame in sede referente è caratterizzato dalla flessibilità e dalla informalità della procedura, in contrapposizione con la rigidità propria delle fasi deliberanti.

Anche nel caso di procedimenti in sede legislativa o redigente, ove essi non siano stati preceduti da una congrua istruttoria in sede referente, si raccomanda di individuare le forme opportune per svolgere, anche in via informale attraverso comitati ristretti, le necessarie attività istruttorie.

Completezza della istruttoria legislativa.

L'istruttoria deve svolgersi secondo metodi che consentano alle Commissioni di elaborare testi legislativi chiari ed efficaci. Inoltre, è questa la sede più appropriata per verificare gli effetti dei provvedimenti in esame sulla legislazione vigente, allo scopo di semplificarla e riordinarla. Una esauriente istruttoria in sede referente deve pertanto comprendere i seguenti profili:

- la valutazione della necessità di un intervento con legge, avendo riguardo alla possibilità di ottenere i medesimi risultati con norme di altro tipo (regolamenti, contratti collettivi, etc.), preferibili per la loro maggiore flessibilità rispetto alla legge;
- la valutazione della coerenza della disciplina proposta con la Costituzione, anche alla luce delle indicazioni contenute nella giurisprudenza della Corte costituzionale;
- la valutazione della coerenza della disciplina proposta con le normative dell'Unione europea;
- il rispetto delle competenze delle regioni e delle autonomie locali;
- la definizione degli obiettivi dell'intervento e la valutazione di congruità dei mezzi per conseguirli, con la eventuale individuazione dei problemi applicativi;
- l'analisi dei costi e dei benefìci, con particolare verifica dei costi per i cittadini, la pubblica amministrazione e le imprese;
- l'inequivocità del significato delle singole disposizioni, anche in relazione al contesto normativo vigente in cui si inseriscono;
- la congruità dei tempi previsti per l'attuazione delle nuove norme e dei termini da esse stabiliti.

Gli elementi che concorrono all'istruttoria legislativa affluiscono alle Commissioni da diverse fonti:

        il Governo e la pubblica amministrazione, ai quali sono richiesti gli elementi informativi necessari per compiere le valutazioni che attengono alla necessità, alla congruità e all'efficacia dell'intervento legislativo;
i pareri delle altre Commissioni, che devono essere sufficientemente articolati;
la eventuale consultazione, nelle forme ritenute opportune, di soggetti esterni costituzionalmente rilevanti e di quelli rappresentativi degli interessi coinvolti;
il supporto tecnico degli Uffici della Camera nell'analisi della legislazione e nella verifica dei dati e delle valutazioni acquisite.

L'attivazione delle fonti istruttorie rientra nella organizzazione dei lavori necessaria per ciascun procedimento e va di conseguenza presa in considerazione con priorità in sede di programmazione dei lavori, entro i tempi complessivamente disponibili.

4. Conseguenti requisiti della relazione per l'Assemblea e dei testo legislativo.

4.1. La relazione predisposta per l'Assemblea a norma dell'articolo 79, comma 5, del Regolamento informa della istruttoria svolta secondo i criteri indicati al punto 3. La relazione dà conto, inoltre, delle modalità di redazione del testo, mettendo in evidenza ogni eventuale difformità rispetto alle regole di seguito indicate.

4.2. Ai fini della redazione dei testo, restano ferme tutte le regole e raccomandazioni per la formulazione tecnica dei testi legislativi adottate dalla Presidenza della Camera con la circolare del 19 febbraio 1986. Si richiamano in particolare le seguenti indicazioni:

il testo della legge è redatto in modo da rendere esplicite nella formulazione delle singole disposizioni le modificazioni e le abrogazioni di disposizioni vigenti:

- le disposizioni modificate sono sempre esplicitamente richiamate;

- sono esplicitamente elencate le disposizioni abrogate in conseguenza dell'entrata in vigore della nuova disciplina, adottando la formula: "sono abrogate in particolare" (si veda il numero 13, lettera c), della già citata circolare del 1986);

- le norme derogatorie e quelle che disciplinano casi particolari richiamano la norma generale cui fanno eccezione;

- i singoli istituti e i singoli oggetti sono indicati sempre con la medesima denominazione, curando l'uniformità con la legislazione vigente;

è opportuno che il testo della legge renda esplicito l'argomento dell'intervento legislativo:

- l'argomento deve essere quanto più possibile omogeneo e vi deve essere coerenza tra oggetto e titolo;

- ciascun argomento è definito, quando è necessario per la comprensione della norma, ricorrendo a specifiche disposizioni esplicative;

- l'ambito di applicazione delle norme è definito indicando espressamente eventuali categorie di destinatari;

- sono specificate le autorità amministrative competenti per i singoli procedimenti;

sono quantificati i costi e sono indicate le coperture finanziarie relativi alle singole misure previste dalla legge. Ove sia necessario, sui testi di iniziativa popolare o parlamentare, è richiesta al Governo la relazione tecnica di cui all'articolo 11-ter della legge n. 468 del 1978;
i commi sono costituiti, tutte le volte in cui sia possibile, da una sola norma. Il testo della legge è redatto con la massima chiarezza e semplicità e in modo da concorrere alla semplificazione e al riordino della legislazione vigente:

- è salvaguardato l'ambito proprio della discrezionalità della pubblica amministrazione e dell'autonomia negoziale dei privati;

- i procedimenti amministrativi sono ricondotti ai princìpi generali e, ove possibile, a modelli uniformi, ispirati alla massima semplicità compatibile con gli obiettivi e al principio della trasparenza;

- quando l'intervento lo richieda o lo renda possibile, sono sistematicamente introdotte nel testo specifiche disposizioni per il coordinamento con la legislazione vigente nonché disposizioni che semplifichino e riordinino la normativa di settore, anche mediante delega al Governo per l'emanazione di testi unici (clausole di coordinamento legislativo).

Ammissibilità degli emendamenti.

5.1. La disposizione dell'articolo 89 del Regolamento deve essere applicata nel senso di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi affatto estranei all'oggetto della discussione, non solo ove non siano inerenti al contenuto del provvedimento in esame, ma anche ove esulino dalla funzione propria dell'atto legislativo o del tipo di strumento legislativo all'esame della Commissione.

5.2. Debbono quindi essere dichiarati inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi palesemente incongrui rispetto al contesto logico e normativo e quelli manifestamente lesivi della sfera di competenza riservata ad altre fonti del diritto (leggi costituzionali, regolamenti parlamentari, legislazione regionale, regolamenti comunitari) o che comunque modifichino in modo del tutto frammentario e parziale disposizioni contenute in atti normativi non aventi forza di legge.

5.3. Relativamente ai disegni di legge di conversione dei decreti-legge, l'articolo 96-bis, comma 8, del Regolamento prescrive che sono inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi non strettamente attinenti alla materia del decreto. La materia deve essere valutata con riferimento ai singoli oggetti e alla specifica problematicoa affrontata dall'intervento normativo.

5.4. Ciascun deputato ha il diritto di opporsi alla dichiarazione di inammissibilità pronunziata dal presidente della Commissione. In tale ipotesi, ed altresì in tutti i casi in cui l'ammissibilità di emendamenti ed articoli aggiuntivi appaia comunque dubbia, non deve procedersi alla loro votazione la questione deve essere rimessa al Presidente della Camera, al quale spetta adottare le relative decisioni ai sensi dell'articolo 41, comma 2, del Regolamento, conformemente ai pareri più volte espressi dalla Giunta per il regolamento. Ove la pronunzia del Presidente non intervenga in tempi utili, resta fermo il diritto di ripresentare l'emendamento in Assemblea, per verificarne in quella sede l'ammissibilità.

5.5. Gli emendamenti meramente formali non sono posti in votazione, ma sono presi in considerazione ai soli fini del coordinamento formale del testo.

6. Attività conoscitiva collegata all'istruttoria.

6.1. Nell'ambito dell'istruttoria legislativa, le Commissioni si avvolgono, previa intesa con il Presidente della Camera, delle audizioni, delle indagini conoscitive e delle altre procedure di informazione previste dal Regolamento per acquisire elementi dalla Corte dei conti e dal CNEL dalla pubblica amministrazione, dalle autorità indipendenti, da esperti e dai rappresentanti dei principali interessi coinvolti dal provvedimento (enti, organizzazioni, associazioni di categoria e rappresentative di interessi diffusi).

6.2. La scelta dei soggetti da ascoltare deve avvenire sulla base di criteri predeterminati, tali da assicurare il contributo di una pluralità di opinioni.

6.3. Le procedure conoscitive devono essere organizzate nel rispetto dei tempi disponibili e secondo il principio di massima economia dei lavori, in relazione agli oggetti specifici del provvedimento in esame. A tal fine può essere opportuno ricorrere a forme di consultazione basate su questionari preordinati, anche per orientare successive audizioni.

6.4. Per le attività conoscitive di maggiore ampiezza, le Commissioni avranno cura di informare, tramite il Presidente della Camera, il Presidente dell'altro ramo del Parlamento, in vista delle possibili intese tra Presidenti delle due Camere.

7. Pareri delle Commissioni.

7.1. Il sistema dei pareri realizza la partecipazione delle Commissioni all'istruttoria legislativa secondo le rispettive competenze. Deriva da ciò l'esigenza di una compiuta presa in considerazione, nell'attività referente, dei pareri espressi.

7.2. Per i pareri delle Commissioni I (Affari costituzionali), V (Bilancio) e XI (Lavoro) e per quelli assegnati ai sensi del comma 1-bis dell'articolo 73 del Regolamento (cosiddetti pareri "rinforzati"), vi è l'obbligo di attendere, prima di concludere l'esame in sede referente, che la Commissione consultata si esprima sul testo risultante dalle modifiche introdotte, salvo che ciò risulti impossibile a causa dei tempi imposti dal calendario dei lavori dell'Assemblea. E' altresì, necessario che la relazione motivi l'eventuale inosservanza di tali pareri, dando così compiuto significato alle disposizioni degli articoli 73, comma 1-bis, 74, comma 3, e 75, comma 2, del Regolamento, che ne prevedono la stampa in allegato.

7.3. I pareri della Commissione affari costituzionali debbono in tutti i casi riguardare anche il profilo delle competenze normative e della legislazione generale dello Stato, richiamato dall'articolo 75, comma 1, del Regolamento. Tali pareri tendono a tutelare, oltre alla legittimità costituzionale dei progetti di legge, la coerenza ordinamentale dei medesimi ed il rispetto di un equilibrato rapporto tra le fonti del diritto al fine di evitare un uso inappropriato dello strumento legislativo.

7.4. E' sempre obbligatorio il parere della Commissione bilancio relativamente al profilo della copertura finanziaria. A tale Commissione devono quindi essere tempestivamente trasmessi nuovi testi o emendamenti recanti oneri. L'eventuale presentazione in Assemblea di tali emendamenti, non previamente esaminati in Commissione, richiede tempi adeguati per lo svolgimento dell'istruttoria da parte della Commissione bilancio.

7.5. I progetti di legge assegnati per l'espressione del parere alla Commissione politiche dell'Unione europea si intendono sempre assegnati con gli effetti previsti dall'articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento.

7.6. Saranno sempre assegnati ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento i pareri della Commissione giustizia relativamente alle norme recanti sanzioni, quelli della Commissione finanze relativamente alle disposizioni di carattere tributario e quelli della Commissione lavoro pubblico e privato relativamente alla materia previdenziale ed alla tutela degli spazi propri dell'autonomia contrattuale.

8. Sentenze della Corte costituzionale.

Qualora nella materia disciplinata dal progetto di legge siano intervenute sentenze della Corte costituzionale, la Commissione competente deve procedere all'esame congiunto della sentenza con il progetto di legge, con formale integrazione dell'ordine del giorno, a norma dell'articolo 108 del Regolamento.

Regolamento della Camera dei deputati

Art. 79

1. Le Commissioni in sede referente organizzano i propri lavori secondo princìpi di economia procedurale. Per ciascun procedimento, l'ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall'articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di essa, il presidente della Commissione determina i modi della sua organizzazione, compreso lo svolgimento di attività conoscitive e istruttorie; stabilisce altresì, di norma dopo la scelta del testo base, i termini per la presentazione e le modalità per l'esame degli emendamenti. Il procedimento è organizzato in modo tale da assicurare che esso si concluda almeno quarantotto ore prima della data stabilita nel calendario dei lavori per l'iscrizione del progetto di legge all'ordine del giorno dell'Assemblea.

2. Il procedimento per l'esame dei progetti di legge in sede referente è costituito dall'esame preliminare con l'acquisizione dei necessari elementi informativi, dalla formulazione del testo degli articoli e dalla deliberazione sul conferimento del mandato a riferire all'Assemblea.

3. La discussione in sede referente è introdotta dal presidente della Commissione o da un relatore da lui incaricato, che richiede al Governo i dati e gli elementi informativi necessari per i fini indicati ai commi 4 e 11.

4. Nel corso dell'esame in sede referente, la Commissione provvede ad acquisire gli elementi di conoscenza necessari per verificare la qualità e l'efficacia delle disposizioni contenute nel testo. L'istruttoria prende a tal fine in considerazione i seguenti aspetti:

a) la necessità dell'intervento legislativo, con riguardo alla possibilità di conseguirne i fini mediante il ricorso a fonti diverse dalla legge;
b) la conformità della disciplina proposta alla Costituzione, la sua compatibilità con la normativa dell'Unione europea e il rispetto delle competenze delle regioni e delle autonomie locali;
c) la definizione degli obiettivi dell'intervento e la congruità dei mezzi individuati per conseguirli, l'adeguatezza dei termini previsti per l'attuazione della disciplina, nonché gli oneri per la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese;
d) l'inequivocità e la chiarezza del significato delle definizioni e delle disposizioni, nonché la congrua sistemazione della materia in articoli e commi.

5. Per l'acquisizione degli elementi di cui al comma 4, la Commissione può richiedere al Governo di fornire dati ed informazioni, anche con la predisposizione di apposite relazioni tecniche. La Commissione si avvale inoltre delle procedure di cui al capo XXXIII e agli articoli 146 e 148.

6. Le procedure previste dal comma 5 sono promosse quando ne facciano richiesta almeno quattro componenti della Commissione, salvo che l'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall'articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il presidente della Commissione giudichi l'oggetto della richiesta non essenziale per il compimento dell'istruttoria legislativa. L'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall'articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il presidente della Commissione stabilisce, sentito il Governo, il termine entro il quale il Governo stesso deve comunicare le informazioni e i dati ad esso richiesti relativamente ai progetti di legge inseriti nel programma dei lavori dell'Assemblea. La Commissione non procede alle deliberazioni conclusive riguardanti ciascun articolo fino a quando non siano pervenuti i dati e le informazioni al riguardo richiesti al Governo, salvo che esso dichiari di non poterli fornire, indicandone il motivo.

7. Qualora il Governo non fornisca nei tempi stabiliti i dati e le informazioni richiesti dalla Commissione senza indicarne il motivo, la Conferenza dei presidenti di Gruppo, con la maggioranza prevista dall'articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il Presidente della Camera stabilisce un nuovo termine per la presentazione della relazione all'Assemblea di cui all'articolo 81. Del tardivo o mancato adempimento da parte del Governo è dato conto in tale relazione.

8. Nell'esame in sede referente eccezioni pregiudiziali, sospensive o comunque volte ad impedire il compimento dell'obbligo della Commissione di riferire all'Assemblea non possono essere poste in votazione; di esse dovrà però farsi menzione nella relazione della Commissione.

9. La Commissione può nominare un comitato ristretto, composto in modo da garantire la partecipazione proporzionale delle minoranze, al quale affida l'ulteriore svolgimento dell'istruttoria e la formulazione delle proposte relative al testo degli articoli.

10. Per garantire il rispetto del termine previsto dal comma 1, terzo periodo, le deliberazioni per la formulazione del testo degli articoli possono avere luogo secondo princìpi di economia procedurale, assicurando comunque che per ogni articolo siano posti in votazione, di norma, almeno due emendamenti, indicati da ciascun Gruppo, anche interamente sostitutivi del testo proposto dal relatore.

11. La Commissione introduce nel testo norme per il coordinamento della disciplina da esso recata con la normativa vigente, curando che siano espressamente indicate le disposizioni conseguentemente abrogate.  

12. Al termine della discussione la Commissione nomina un relatore, al quale conferisce il mandato di riferire sul testo da essa predisposto; nomina altresì un comitato di nove membri, composto in modo da garantire la partecipazione proporzionale delle minoranze, per la discussione davanti all'Assemblea e per il compito indicato nel comma 3 dell'articolo 86. I Gruppi dissenzienti possono designare, anche congiuntamente, relatori di minoranza. Ciascuna relazione di minoranza reca un proprio testo, anche parzialmente alternativo al testo della Commissione, formulato in articoli corrispondenti a quest'ultimo.

13. Le relazioni per l'Assemblea danno conto delle risultanze dell'istruttoria legislativa svolta dalla Commissione con riguardo agli aspetti indicati nel comma 4.

14. La relazione della maggioranza e, se presentate, quelle di minoranza sono stampate e distribuite almeno ventiquattro ore prima che si apra la discussione, tranne che, per urgenza, l'Assemblea deliberi un termine più breve. Qualora l'Assemblea autorizzi la relazione orale, sono stampati e distribuiti nello stesso termine il testo della Commissione e i testi alternativi eventualmente presentati dai relatori di minoranza

15. Qualora un progetto di legge sia approvato integralmente da una Commissione permanente ad unanimità, tanto nelle sue disposizioni quanto nella motivazione della sua relazione, la Commissione stessa può proporre all'Assemblea che si discuta sul testo del proponente adottandone la relazione.

 

Circolare del presidente del Consiglio dei ministri del 15 aprile 1998

 sugli adempimenti del Governo relativi all’attuazione dei principi posti dalla riforma del regolamento della Camera dei deputati in materia di istruttoria legislativa

 

 

Dal I° gennaio 1998 sono entrate in vigore le nuove disposizioni del Regolamento della Camera , pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 12 Novembre 1997 n. 263 e 13 Novembre 1997 n. 264, che hanno notevolmente modificato la precedente disciplina, in particolare nelle parti relative alla programmazione dei lavori parlamentari, al procedimento legislativo ordinario  e speciale per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge, all’istruttoria legislativa ed hanno istituito un nuovo organo parlamentare, il comitato per la legislazione, al quale è affidato un compito di consulenza tecnico legislativa  sulla qualità delle leggi, secondo i principi fissati dall’art. 16 bis. Per quanto riguarda le modificazioni regolamentari in materia di sindacato ispettivo e di programmazione dei lavori, si rinvia alle circolari del Ministro per i rapporti con il Parlamento prot. 140/9/SEG del 24 novembre 1997 e prot. 164/P/GAB del 20 marzo 1998.

Nel rinviare all’appunto allegato la sintesi dei principi di base della nuova normativa in materia di istruttoria legislativa e degli adempimenti che da essa discendono per l’attività del Governo nella Camera dei deputati, vorrei richiamare l’attenzione delle SS.LL. sul fatto che tali principi acquisiranno un più preciso contenuto normativo in base alla prassi parlamentare di attuazione, all’evoluzione dei rapporti tra  Commissione e singoli Ministri, e, più in generale, al primo periodo di sperimentazione.

In questa prima fase di attuazione delle nuove norme da parte degli  organi dell’Esecutivo, ritengo utile fornire le seguenti direttive:

  1. Nell’impostazione della riforma, l’analisi e l’istruttoria tecnica dei progetti di legge costituiscono riferimento fondamentale non solo per il miglioramento tecnico della qualità della legge, ma anche per il rispetto concreto della programmazione dei lavori parlamentari

per corrispondere a tali obbiettivi, è opportuno che si adeguino le attuali metodologie di lavoro, sin dalla fase  dell’iniziativa legislativa del Governo: a questi fini, le relazioni di accompagnamento dei disegni di legge dovranno essere articolate in tre differenti sezioni, due delle quali  sistematizzano quanto già normalmente contenuto nelle attuali relazioni, mentre la terza dovrà perseguire l’obbiettivo  di corrispondere alle esigenze istruttorie delineate nelle norme regolamentari e di costituire una preventiva e possibilmente esauriente risposta alle richieste di documentazione formulabili nel corso dell’iter dei provvedimenti.

In particolare, le tre sezioni  della relazione dovrebbero di norma contenere:

-       nella prima, l’usuale esplicitazione delle motivazioni del provvedimento, delle  sue       finalità, dei suoi raccordi con la normativa previgente, e dei contenuti normativi delle disposizioni proposte;

-       nella seconda, la relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri finanziari recati dal provvedimento e sulla relativa copertura, secondo i moduli organizzativi e metodologici finora seguiti;

-       nella terza, si dovrà redigere una relazione più strettamente  tecnico-normativa, che indichi almeno:

a) la necessità del ricorso ad un atto con forza di legge, in rapporto alla possibilità di   ricorrere ad una fonte normativa secondaria;

b) la ricostruzione del contenuto delle disposizioni, con eventuali ulteriori precisazioni rispetto alla sezione generale, con specifico riferimento all’impatto normativo delle norme proposte sulla legislazione previgente; alla loro compatibilità con l’ordinamento comunitario e con quello delle autonomie locali; ed agli effetti abrogativi, espressi o impliciti, sulla normativa previgente;

c) la valutazione dell’impatto amministrativo delle norme sulla struttura amministrativa, anche in termini di capacità attuativa da parte di quelle esistenti, ovvero la necessità di crearne nuove.

Le relazioni tecnico-amministrative così articolate debbono essere inviate ai D.A.G.L. che provvederà, prima dell’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri del provvedimento, alla necessaria opera di verifica e coordinamento.

A questi fini, alla relazione deve essere inoltre allegata una scheda che riporti le linee prevalenti della giurisprudenza costituzionale nella materia oggetto del disegno di legge,  qualora ritenuta essenziale rispetto alle disposizioni proposte; nonché lo stato dell’iter di eventuali progetti di legge pendenti dinanzi alle due Camere in materia analoga.

  1. Per le richieste formulate nel corso dell’iter di esame in Commissione, si sottolinea l’importanza di poter corrispondere, immediatamente e anche in via informale, alle richieste puntuali e specifiche, prevenendo l’attivazione della più complessa procedura prevista dal comma 6 dell’art. 79 del Regolamento. Nei casi di richieste complesse o articolate, per le quali non è ipotizzabile una risposta immediata, è affidata alla responsabilità del  Governo presente negli Uffici di Presidenza definire nel modo più chiaro  e sintetico l’oggetto della richiesta, e fissare termini adeguati per l’adempimento da parte degli organi dell’Amministrazione.

A questo riguardo, si ricorda che l’art. 79 del Regolamento prevede espressamente che le Commissioni possano utilizzare anche gli altri strumenti informativi a loro disposizione, quali le procedure di informazione, indagine e controllo o i rapporti con la Corte dei Conti, l’ISTAT e il CNEL, previsti dal Capo XXXIII del Regolamento oltre richiedere  l’ausilio delle strutture interne di documentazione.

In ogni caso, le richieste formali, una volta definiti i contenuti ed i termini, dovranno essere comunicate immediatamente al Ministro per i rapporti con il Parlamento, al quale è stato delegato il compito di coordinare la trasmissione agli organi parlamentari richiedenti delle risposte predisposte dai singoli dicasteri.

A questi fini, gli uffici  del Ministro per i rapporti con il Parlamento provvederanno ad attivare con tempestività il concerto tra i Ministri  interessati, quando la richiesta coinvolge la competenza di più Amministrazioni, e la verifica da parte del D.A.G.L., quando l’oggetto di essa si riferisce a testi notevolmente diversi da quelli inizialmente proposti dal Governo ovvero proposte di iniziativa parlamentare.

  1. Per quanto riguarda i decreti legge, nel rinviare all’appunto allegato l’analisi  delle innovazioni  apportate all’iter di conversione presso la Camera dei deputati, si sottolinea la necessità che le relazioni di accompagnamento si adeguino tempestivamente alle previsioni regolamentari , anche per evitare gli aggravamenti procedurali previsti dal comma 1 dell’art. 96 bis e dal comma6 dell’art. 16 bis. Si ricorda che i vincolo ai Decreti Legge sono previsti, principalmente, oltre che dall’art. 77 della Costituzione, nell’art. 15, comma 2 e 3 della Legge n. 400 del 1988, che ribadiscono, in particolare, la necessità che il D.L.. rechi misure di immediata applicazione e abbia un contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.

§§§§

Si ritiene opportuno sottolineare che gli obblighi connessi alle esigenze dell’istruttoria legislativa costituiscono un importante strumento di garanzia per l’attuazione dell’indirizzo politico del Governo nel lavoro delle Commissioni  - ma anche dell’Aula - ; un’intelligente e compiuta attività di informazione, infatti, può ulteriormente attestare, nell’assoluta garanzia di trasparenza e di affidabilità dei dati offerti, la validità delle priorità e delle scelte in merito proposte dal Governo.

L’esecutivo si dovrà rapidamente attrezzare per formare metodologie di lavoro in grado di assicurare omogeneità di tempi e contenuti all’attività istruttoria legislativa ed un miglioramento della qualità della legge. Tale attività dovrà innestare un circuito virtuoso che consenta al Consiglio dei Ministri l’approvazione di disegni di legge motivati e corredati da relazioni tecnico-normative tali da costituire un esauriente istruttoria per la successiva fase di esame parlamentare; di limitare fortemente l’attività emandativa del Governo a se stesso, di costituire un freno all’accesso di legislazione e all’uso del decreto-legge.

Confido in un’attenta valutazione di queste innovazioni regolamentari ed in  una loro attuazione graduale e soddisfacente, invitando le SS.LL. a segnalare al Ministro per i rapporti con il Parlamento difficoltà o anomalie intepretative che si dovessero  riscontrare nel rapporto con le Commissioni o l’Assemblea della Camera.


 DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI del 27 marzo 2000

Analisi    tecnico-normativa   e   analisi   dell'impatto   e   della regolamentazione.

              IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

  Vista  la  legge  23 agosto  1988,  n.  400,  recante la disciplina

dell'attivita'  di  Governo  e  l'ordinamento  della  Presidenza  del

Consiglio dei Ministri, e successive modifiche e integrazioni;

  Vista  la legge 8 marzo 1999, n. 50 recante delegificazione e testi

unici   di   norme  concernenti  procedimenti  amministrativi  ed  in

particolare   l'articolo  5,  che  stabilisce  che  con  decreto  del

Presidente   del   Consiglio  dei  Ministri  sono  definiti,  in  via

sperimentale,   tempi   e  modalita'  di  effettuazione  dell'analisi

dell'impatto  della  regolamentazione (AIR) sull'organizzazione delle

amministrazioni  pubbliche  e  sull'attivita'  dei  cittadini e delle

imprese  in  relazione  agli  schemi  di  atti normativi adottati dal

Governo e di regolamenti ministeriali e interministeriali;

  Visto   il  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri

10 novembre  1993  recante  il  Regolamento interno del Consiglio dei

Ministri;

  Visti  la  raccomandazione  ai  Paesi  membri adottata dall'OCSE il

9 marzo  1995  sul  miglioramento  della  qualita'  della  normazione

pubblica  e  il  rapporto  OCSE  del maggio  1997 sulla riforma della

regolazione;

  Vista  la  legge 15 marzo 1997, n. 59, recante la delega al Governo

per  il  conferimento  di funzioni e compiti alle regioni e agli enti

locali,  per  la  riforma  della  pubblica  amministrazione  e per la

semplificazione    amministrativa,    e    successive   modifiche   e

integrazioni;

  Vista   la   dichiarazione   n.   39   adottata   dalla  Conferenza

intergovernativa  per la revisione del Trattato sull'Unione europea e

allegata  al  Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 concernente la

qualita' redazionale della legislazione comunitaria;

  Vista  la  circolare  del Presidente del Consiglio dei Ministri del

15 aprile  1998  relativa  agli adempimenti del Governo in materia di

istruttoria legislativa;

  Visto  il  decreto  legislativo  n. 303 del 30 luglio 1999, recante

norme sul riordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

  Considerata  la  necessita' di definire principi comuni ai fini del

miglioramento   della   qualita'  e  della  trasparenza  del  sistema

normativo;

  Valutata  l'opportunita'  di  integrare  l'analisi di impatto della

regolamentazione  con  l'analisi  dell'incidenza degli atti normativi

del  Governo  sull'assetto della regolamentazione di ciascun settore,

anche  ai  fini  di  una  piu' agevole comprensione delle innovazioni

introdotte;

  Sentito  il  Nucleo  per  la  semplificazione  delle  norme e delle

procedure di cui all'articolo 3 della legge marzo 1999, n. 50;

  Visto  il  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei Ministri del

20 gennaio  2000  recante delega al Ministro per la funzione pubblica

per  la semplificazione del sistema di regolazione e per l'attuazione

della legge 8 marzo 1999, n. 50;

                              E m a n a

                       la seguente direttiva:

I) Oggetto e ambito di applicazione.

       Analisi tecnico-normativa (ATN) e Analisi dell'impatto

                    della regolamentazione (AIR)

  1.   La   presente   direttiva   definisce  tempi  e  modalita'  di

effettuazione:

    a) dell'analisi tecnico-normativa (ATN);

    b) in  via  sperimentale e per la durata di un anno, dell'analisi

dell'impatto  della  regolamentazione (AIR) sull'organizzazione delle

amministrazioni  pubbliche  e  sull'attivita'  dei  cittadini e delle

imprese, ai sensi dell'articolo 5 della legge 8 marzo 1999, n. 50.

  2. Le suddette analisi sono contenute in due distinte relazioni che

accompagnano  gli  schemi di atti normativi adottati dal Governo ed i

regolamenti, ministeriali o interministeriali. Esse sono trasmesse al

Dipartimento  affari  giuridici  e  legislativi  della Presidenza del

Consiglio  dei  Ministri  (DAGL)  dalle  amministrazioni  proponenti,

insieme    con    la    relazione   illustrativa   e   la   relazione

tecnico-finanziaria,    ai   fini   dell'iscrizione   alla   riunione

preparatoria  del  Consiglio  dei  Ministri. Per i regolamenti di cui

all'articolo  17,  comma  3,  della  legge 23 agosto 1988, n. 400, le

relazioni   sono   trasmesse  alla  Presidenza  del  Consiglio  dalle

amministrazioni competenti all'atto della comunicazione.

  3.  Le relazioni di cui al punto 2 debbono essere redatte anche per

le  circolari e le regole tecniche contenute in atti non normativi ed

inviate al DAGL prima dell'emanazione definitiva.

               Supporto tecnico del DAGL e del Nucleo

  4.  Durante  la fase di sperimentazione, le amministrazioni possono

richiedere  il  supporto  tecnico  del  Nucleo per la semplificazione

delle  norme  e  delle  procedure (Nucleo) nella redazione dell'ATN e

dell'AIR in tutte le relative fasi.

  5.  Se il DAGL, anche su segnalazione del Nucleo, ritiene carenti o

insufficienti     l'ATN    o    l'AIR,    restituisce    lo    schema

all'amministrazione  proponente  con  le  osservazioni  e indicazioni

operative cui attenersi nella redazione, integrazione o rettifica. In

ogni  caso,  la  carenza  o la insufficienza dell'ATN o dell'AIR sono

rilevate  e  segnalate  dal  DAGL, anche su iniziativa del Nucleo, al

Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri, nonche' al Ministro per la

funzione  pubblica allorche' questi sia delegato per la riforma della

regolazione,  prima  della  discussione dello schema in Consiglio dei

Ministri  o,  in caso di regolamento di cui all'articolo 17, comma 3,

della legge 23 agosto 1988, n. 400, prima della sua adozione.

                  Casi di esclusione dall'analisi.

  6.  Durante  la fase di sperimentazione, il DAGL, anche su proposta

del  Nucleo,  puo'  individuare  alcune categorie di interventi per i

quali,  in  ragione  del  limitato impatto a carico dei destinatari o

delle pubbliche amministrazioni, l'AIR non e' necessaria.

  7.  Le amministrazioni proponenti possono richiedere al DAGL di non

effettuare l'AIR, esponendone le ragioni. Il DAGL, sentito il Nucleo,

puo'  autorizzare la prosecuzione dell'istruttoria normativa anche in

assenza   dell'AIR.   A   tal   fine  le  amministrazioni  comunicano

quadrimestralmente  al  DAGL l'elenco degli interventi regolatori che

intendono  propone,  con l'indicazione di quelli per i quali chiedono

motivatamente di non effettuare l'AIR.

II) L'analisi tecnico-normativa (ATN).

  1.    L'ATN   verifica   l'incidenza   della   normativa   proposta

sull'ordinamento  giuridico  vigente, da' conto della sua conformita'

alla  Costituzione  e alla disciplina comunitaria nonche' dei profili

attinenti   al  rispetto  delle  competenze  delle  regioni  e  delle

autonomie locali e ai precedenti interventi di delegificazione.

  2.  L'ATN, inoltre, da' conto della correttezza delle definizioni e

dei   riferimenti  normativi  contenuti  nel  testo  della  normativa

proposta, nonche' delle tecniche di modificazione e abrogazione delle

disposizioni  vigenti,  riportando  eventuali  soluzioni  alternative

prese in considerazione ed escluse.

  3.  L'analisi  e'  condotta  anche  alla  luce della giurisprudenza

esistente  e  di  eventuali progetti di modifica della stessa materia

gia' in corso di esame.

  4.  La  relazione  contenente l'ATN e' redatta secondo lo schema di

cui alla scheda A) allegata alla presente direttiva.

III) L'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR).

  1.  L'ATR  e'  uno  strumento  per  stabilire  la  necessita' di un

intervento di regolamentazione e per scegliere quello piu' efficace.

  2. L'AIR consiste:

    a) nella    valutazione   dell'impatto   della   regolamentazione

sull'organizzazione delle amministrazioni pubbliche;

    b) nella  valutazione  dell'impatto  della  regolamentazione  sui

cittadini e sulle imprese.

  3. L' AIR contiene la descrizione degli obiettivi del provvedimento

di  regolamentazione  la  cui  eventuale adozione e' in discussione e

delle  opzioni alternative, nonche' la valutazione dei benefici e dei

costi derivanti dalla misura regolatoria.

  4. Nella concreta realizzazione dell'AIR, oltre ad osservare quanto

disposto  ai  successivi  punti IV e V e a utilizzare come modello di

riferimento le schede allegate, le amministrazioni destinatarie della

presente  direttiva  si'  atterranno  alle  istruzioni  della  "Guida

essenziale  alla  redazione  dell'AIR" predisposta, con l'ausilio del

Dipartimento  della  funzione  pubblica,  dal  Nucleo d'intesa con il

DAGL.

IV)  L'analisi  dell'impatto  della regolamentazione (AIR) - Elementi

della scheda preliminare.

  1. Nella prima fase di predisposizione di uno schema di intervento,

al  DAGL  e  al Nucleo e' trasmessa una scheda preliminare di impatto

della  regolamentazione,  in  cui  sono  descritti  almeno i seguenti

elementi,  di  cui  dar conto secondo lo schema di cui alla scheda B)

allegata al presente testo:

    a) ambito     dell'intervento     con     particolare    riguardo

all'individuazione  delle amministrazioni, dei soggetti destinatari e

dei soggetti coinvolti;

    b) esigenze  sociali,  economiche  e giuridiche prospettate dalle

amministrazioni e dai destinatari ai fini di un intervento normativo;

    c) obiettivi  generali  e  specifici,  immediati e di medio/lungo

periodo dell'atto normativo;

    d) presupposti  attinenti  alle sfere organizzativa, finanziaria,

economica e sociale;

    e) aree di criticita';

    f) opzioni  alternative  alla  regolazione  tra  cui,  almeno, la

"opzione nulla" (consistente nella rinuncia ad alterare la situazione

normativa  esistente)  e  l'opzione di deregolazione di tutta o parte

della materia, nonche' altre eventuali opzioni regolative;

    g) strumento tecnico-normativo piu' appropriato.

  2.  La  scheda  preliminare contiene una valutazione conclusiva con

cui  si  dimostra che l'intervento di regolamentazione proposto e' la

soluzione  preferibile rispetto alle altre opzioni, inclusa quella di

lasciare immutata la situazione esistente ("opzione nulla").

V)  L'analisi  dell'impatto  della  regolamentazione (AIR) - Elementi

della scheda di analisi di impatto.

  1.  Una  volta  iniziata  l'istruttoria  normativa,  nella  fase di

elaborazione  dello  schema di atto normativo, l'attivita' di analisi

di  impatto dovra' da un lato verificare gli elementi contenuti nella

scheda  preliminare,  dall'altro simulare gli effetti dell'intervento

sull'organizzazione e sull'attivita' della pubblica amministrazione e

sull'attivita' dei destinatari diretti e indiretti.

  2.  I  risultati  di  tali  attivita'  ed operazioni conducono alla

redazione di uno schema definitivo di intervento normativo. Essi sono

riportati  -  al  momento della discussione dello schema in Consiglio

dei  Ministri o, in caso di regolamento di cui all'articolo 17, comma

3,  della  legge  23 agosto  1988, n. 400, della sua adozione - nella

scheda  di AIR di cui al punto I, 2 della presente direttiva, secondo

lo schema riportato nella scheda C) allegata al presente testo.

  3.  Gli  elementi  della  scheda  di  analisi  dell'impatto  sono i

seguenti:

    a) ambito dell'intervento; destinatari diretti e indiretti;

    b) obiettivi e risultati attesi;

    c) illustrazione della metodologia di analisi adottata;

    d) impatto    diretto    e    indiretto   sull'organizzazione   e

sull'attivita'   delle   pubbliche   amministrazioni;  condizioni  di

operativita';

    e) impatto sui destinatari diretti;

    f) impatto sui destinatari indiretti.

VI)   Monitoraggio  sull'attuazione  della  direttiva  -  Manuale  di

pratiche di AIR.

  1.   Il   DAGL,  in  collaborazione  con  il  Nucleo,  effettua  il

monitoraggio  sul  recepimento  e  sullo  stato  di  attuazione delle

disposizioni della presente direttiva.

  2.  Al  termine  della fase di sperimentazione, sulla base dei dati

derivanti   dal   monitoraggio,  il  DAGL,  avvalendosi  del  Nucleo,

predispone   una   relazione   al   Presidente  del  Consiglio  sulla

sperimentazione,  con  particolare  riferimento  agli  effetti  e  ai

risultati della medesima.

  3.  Al  termine  della fase di sperimentazione, tenendo conto delle

sue  risultanze,  il  Nucleo,  con  l'ausilio  del Dipartimento della

funzione  pubblica, puo' curare la produzione e la divulgazione di un

manuale di pratiche di redazione dell'AIR.

    Roma, 27 marzo 2000

                                          p. Il Presidente: Bassanini

                                                           Allegato A

GRIGLIA METODOLOGICA PER LA STESURA DELLA RELAZIONE TECNICO-NORMATIVA

    1. Aspetti tecnico-normativi in senso stretto:

      a) necessita' dell'intervento normativo;

      b) analisi del quadro normativo;

      c) incidenza  delle  norme proposte sulle leggi e i regolamenti

vigenti;

      d) analisi    della    compatibilita'    dell'intervento    con

l'ordinamento comunitario;

      e) analisi della compatibilita' con le competenze delle regioni

ordinarie ed a statuto speciale;

      f) verifica  della  coerenza  con le fonti legislative primarie

che dispongono il trasferimento di funzioni alle regioni ed agli enti

locali;

      g) verifica  dell'assenza  di  rilegificazioni  e  della  piena

utilizzazione delle possibilita' di delegificazione.

    2. Elementi di drafting e linguaggio normativo:

      a) individuazione  delle nuove definizioni normative introdotte

dal  testo,  della loro necessita', della coerenza con quelle gia' in

uso;

      b) verifica   della   correttezza   dei  riferimenti  normativi

contenuti  nel  progetto,  con  particolare  riguardo alle successive

modificazioni ed integrazioni subite dai medesimi;

      c) ricorso   alla   tecnica   della   novella  legislativa  per

introdurre modificazioni ed integrazioni a disposizioni vigenti;

      d) individuazione    di   effetti   abrogativi   impliciti   di

disposizioni   dell'atto   normativo   e  loro  traduzione  in  norme

abrogative espresse nel testo normativo.

    3. Ulteriori elementi da allegare alla relazione:

      a) indicazioni  delle  linee  prevalenti  della  giurisprudenza

ovvero  della pendenza di giudizi di costituzionalita' sul medesimo o

analogo oggetto;

      b) verifica  dell'esistenza  di  progetti  di legge vertenti su

materia analoga all'esame del Parlamento e relativo stato dell'iter.

                                                           Allegato B

   SCHEDA PRELIMINARE DI ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

(Da  inviare  al DAGL e al Nucleo nella prima fase di predisposizione

                    di uno schema di intervento):

      a) ambito    dell'intervento,    con    particolare    riguardo

all'individuazione  delle amministrazioni, dei soggetti destinatari e

dei soggetti coinvolti

        confini   soggettivi   e   oggettivi   entro  i  quali  opera

l'intervento normativo proposto;

        individuazione  dei  "soggetti  destinatari"  che sono quelli

compresi  nelle  categorie  direttamente  menzionate  nello schema di

intervento normativo;

        individuazione  degli eventuali "soggetti coinvolti" cioe' le

categorie socio-economiche sulle quali l'intervento avra' comunque un

effetto;

      b) esigenze  sociali, economiche e giuridiche prospettate dalle

amministrazioni e dai destinatari ai fini di un intervento normativo

        motivazione  della necessita' dell'intervento: aspettative di

chi  manifesta  le  esigenze  e di quelle dei potenziali destinatari,

anche differenziandole dagli obiettivi che si pone l'amministrazione;

        individuazione  di  esigenze  e  aspettative anche attraverso

procedure  di  consultazione  pubblica trasparenti e aperte a tutti i

potenziali   destinatari,   come   quella  dell'Osservatorio  per  la

semplificazione  istituito  ai  sensi  dell'art. 1, comma 2, legge n.

50/1999;

      c) obiettivi  generali  e specifici, immediati e di medio/lungo

periodo

        indicazione,  sulla  base  delle esigenze di cui alla lettera

b), degli obiettivi del provvedimento, della loro portata (generale o

specifica),  dei  rapporti tra gli obiettivi medesimi, dell'orizzonte

temporale in cui i risultati auspicati dovrebbero manifestarsi;

      d) presupposti attinenti alle sfere organizzativa, finanziaria,

economica e sociale

        presupposti  organizzativi:  condizioni  necessarie  per  una

corretta   attuazione   dell'intervento   normativo  da  parte  delle

amministrazioni   pubbliche,   delle   strutture   intermedie  e  dei

destinatari.   La   carenza   di   tali  condizioni  costituisce  una

"criticita'" (vedasi n. 5);

        presupposti   finanziari:   disponibilita'  di  bilancio  per

l'attuazione dell'intervento;

        presupposti  economici:  esistenza  di ricadute su uno o piu'

settori   economici   non  direttamente  ricomprese  negli  obiettivi

dell'intervento;

        presupposti sociali: esistenza di ricadute di natura sociale;

      e) aree di "criticita'"

        vincoli  per  i  quali  non v'e' una ragionevole certezza che

possano  essere  superati  con  un  costo  accettabile.  Le  aree  di

criticita'  incorporano  una quota non trascurabile di rischio per il

buon  fine  dell'intervento  normativo  proposto. Caso particolare ed

importante  di  criticita'  e' quello delle condizioni il cui mancato

soddisfacimento     provoca    il    fallimento    degli    obiettivi

dell'intervento;

      f) opzioni alternative alla regolazione e opzioni regolatorie

        valutazione delle opzioni regolatorie possibili;

        valutazione,  in  primo  luogo,  della  cosi'  detta "opzione

nulla",  cioe'  dell'alternativa  di  lasciare immutata la situazione

esistente:  talvolta  una  migliore attuazione della regolamentazione

esistente puo' rivelarsi la soluzione migliore;

        valutazione   di   opzioni   che  non  richiedono  interventi

regolamentari  o  legislativi in senso stretto: adozione di codici di

autoregolamentazione,  azioni  di  politica  economica, emanazione di

direttive esplicative o informative;

      g) strumento tecnico normativo eventualmente piu' appropriato

        accertata   e   motivata   l'inevitabilita'   dell'intervento

regolatorio,  considerazione  delle  possibili  opzioni tra i diversi

livelli  regolatori (ad esempio, un intervento sulle fonti primarie -

e  di che tipo: disegno di legge, decreto legislativo o decreto-legge

-  o  su  quelle  secondarie  -  e  con  che  tipo di regolamento: di

delegificazione, governativo, ministeriale, etc.).

                                                           Allegato C

    SCHEDA FINALE DI ANALISI DELL'IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

             (Da allegare allo schema di atto normativo)

      a) ambito dell'intervento; destinatari diretti e indiretti

        verifica delle indicazioni fornite nella corrispondente parte

della  scheda  preliminare,  integrandola  con  una lista di tutte le

categorie   potenzialmente   coinvolte  sotto  il  profilo  economico

dall'introduzione della regolamentazione;

      b) obiettivi e risultati attesi

      gli obiettivi sono definiti nei termini descritti per la scheda

preliminare   e   costituiscono   l'aspetto   qualitativo   dell'atto

normativo;

        i  risultati  attesi  corrispondono  alla  stima dell'impatto

immediato dello stesso;

      c) illustrazione della metodologia di analisi adottata

        illustrazione  e giustificazione della scelta degli strumenti

analitici  adottati per l'AIR in relazione all'ambito dell'intervento

nonche' agli obiettivi dello stesso;

      d) impatto    diretto   e   indiretto   sull'organizzazione   e

sull'attivita'   delle   pubbliche   amministrazioni;  condizioni  di

operativita'

       - valutazione   degli   effetti  della  nuova  regolamentazione

sull'amministrazione  in relazione alle strutture e a possibili nuovi

modelli organizzativi imposti dall'atto normativo, secondo criteri di

efficienza  ed  efficacia,  per  i  quali  devono  essere predisposti

opportuni  indicatori. Tali effetti comprendono anche l'analisi delle

risorse  interne all'amministrazione necessarie per rendere operativa

la normazione che si vuole introdurre;

      e) impatto sui destinatari diretti

        e

      f) impatto sui destinatari indiretti

       - stima   degli  effetti  immediati  e  differiti  della  nuova

normativa   sulle  varie  categorie  di  soggetti  interessati.  Tale

valutazione  si articola nell'individuazione delle categorie di costi

e   benefici   economici   e  finanziari  inerenti  agli  aspetti  di

produttivita',  crescita economica, reddito, concorrenza, occupazione

e  comprende  la  definizione di un'opportuna batteria di indicatori,

nonche' dei criteri per la loro applicazione. Al fine di definire con

precisione  le  categorie  di  soggetti  titolari di costi e benefici

interni  ed  esterni,  diretti  e indiretti, tangibili e intangibili,

sara'   necessario   attivare   procedure  di  consultazione,  ovvero

sviluppare   quelle   gia'  intraprese  ai  sensi  della  lettera  b)

dell'allegato B.

                  

               

Decreto del presidente del Consiglio dei ministri 4 agosto 2000

Art. 16.   Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

1. Il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi e' la struttura che, nell'ambito del Segretariato generale, fornisce supporto all'attivita' di coordinamento del Presidente ed assiste il Sottosegretario alla Presidenza e il Segretario generale in materia di attivita' normativa. Il Dipartimento assicura altresì  alla Presidenza la consulenza giuridica di carattere generale. Esso in particolare:

a) coordina e promuove l'istruttoria dell'iniziativa legislativa del Governo, verificandone, sulla base delle indicazioni del Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, la coerenza con il programma dei lavori parlamentari;

b) provvede, sulla base degli elementi forniti dai Ministri competenti e in coordinamento con il Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, all'istruttoria degli emendamenti, governativi o parlamentari, relativi ai disegni di legge;

c) cura, nell'ambito del coordinamento di cui alla lettera a), la qualita' dei testi normativi e degli emendamenti del Governo, anche con riferimento all'omogeneita' e alla chiarezza della formulazione, all'efficacia per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente, al corretto uso delle diverse fonti;

d) verifica la sussistenza dei presupposti per il ricorso alla decretazione d'urgenza;

e) verifica, con l'ausilio delle amministrazioni dotate delle necessarie competenze tecniche nonche', per quanto di competenza, del Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure, le relazioni e le analisi appositamente previste e predisposte a corredo delle iniziative legislative del Governo, curando che esse indichino il quadro normativo nazionale e comunitario di riferimento, gli eventuali precedenti della Corte costituzionale, gli obiettivi perseguiti e la congruità dei mezzi previsti, gli oneri che le nuove disposizioni impongono ai cittadini, alle pubbliche amministrazioni e alle imprese.

i) esprime pareri giuridici e sovrintende al contenzioso curato dalla Presidenza; cura l'istruttoria delle questioni di costituzionalita' e i relativi rapporti con gli uffici della Corte costituzionale e dell'Avvocatura dello Stato;

j) cura i rapporti con le autorita' amministrative indipendenti relativamente alle questioni riguardanti la normazione;

k) cura, in collegamento con il Dipartimento per gli affari regionali e le segreterie delle Conferenze Stato-regioni e Stato-citta', gli adempimenti preliminari per l'espressione dei pareri sugli atti normativi del Governo;

l) svolge le attivita' di ricerca e documentazione giuridica e cura, per il tramite della biblioteca di Palazzo Chigi, la documentazione economica e tecnica necessaria alla funzionalita' degli uffici della Presidenza; svolge, inoltre, ogni altra attivita' che ad esso venga affidata, nell'ambito delle proprie competenze, dal Presidente, dal Sottosegretario alla Presidenza o dal Segretario generale.

2. Il Dipartimento, ai sensi e con le modalita' dell'art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica 19 luglio 1989, n. 366:

a) assiste il Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie nella fase ascendente del processo di adozione dei regolamenti e delle direttive comunitarie, nonche' nelle procedure di infrazione avviate dall'Unione europea;

b) assicura, quanto al processo di formazione e di attuazione in sede nazionale della normativa comunitaria, l'esame preliminare della situazione normativa ed economica interna e la valutazione delle conseguenze dell'introduzione delle norme comunitarie sull'assetto interno.

3. Operano in raccordo funzionale con il Dipartimento, relativamente alle materie di rispettiva competenza, i settori legislativi dei Dipartimenti affidati a Ministri senza portafoglio, che integrano il Dipartimento stesso ove l'affidamento venga a cessare, nonche' il Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure. Il Dipartimento assicura il collegamento funzionale con la segreteria tecnica del Nucleo, nell'ambito delle attivita' previste dall'art. 32.

4. Il Dipartimento si articola in non piu' di tre uffici e non piu' di nove servizi.

 

 

 

 

 


APPENDICE n. 4

                   

  GUIDA BIBLIOGRAFICA AL DRAFTING LEGISLATIVO[16]

Avvertenza

Questa guida bibliografica, concernente scritti relativi al drafting legislativo e a materie ad esso connesse,non pretende di essere completa e sistematica. In taluni casi si è fatto rinvio ad opere contenenti un’ampia bibliografia sull’argomento specifico, limitandosi a dare soltanto indicazioni di scritti ad esse posteriori.

            Aggiornamenti bibliografici possono essere tratti dalla consultazione di periodici o bollettini particolarmente rivolti al drafting legislativo come la Rassegna parlamentare, che reca una rubrica fissa di scienza e tecnica della legislazione; la rivista della Statute Law Society inglese: Statute Law Review; il Bollettino della Società svizzera di legislazione, pubblicato dalla Cancelleria federale: Gesetzgebung Heute; il Bollettino di redazione legislativa e regolamentare del Ministero della giustizia canadese: Légistique; la rivista tedesca Z.G. (Zeitschrift fürGesetzgebung); i Quaderni  portoghesi di scienza della legislazione: Legislaçâo, editi dall’INA (Instituto Nacional de Administraçao) e, recente, la rivista olandese di legislazione RegelMaat.

La bibliografia è raggruppata sotto le seguenti voci:

1.  Crisi della legge e certezza del diritto                            

2.  Norme sulla normazione                                    

3.  Codificazione e semplificazione delle fonti normative    

4.  Formazione della legge                                      

5.  Interpretazione della legge                                                         

6.  Linguaggio                                                                                 


[1] Estratto dal volume R.Pagano introduzione alla legistica (appendice 1), Giuffrè, 2a ediz, 2001

[2]

[3] Sull’aspetto politico della questione vale riportare il seguente passo di una circolare del primo ministro francese : “Il governo ha già più volte sottolineato l’importanza che esso annette alle banche dati in quanto fattore di  cambiamenti economici, tecnici e culturali. Le banche di dati giuridici interessano ancor più delle altre lo Stato. Infatti esso è  interessato alla raccolta  delle informazioni, alla loro utilizzazione da parte dei suoi funzionari e alla loro comunicazione sia ai cittadini che alle istituzioni che hanno il compito di elaborare le leggi e  di farle rispettare e di applicare il diritto. Esso è tenuto a garantire il rispetto di certi principi  del servizio pubblico quali la neutralità delle selezioni o la parità di accesso alla informazione amministrativa, che può condurlo ad estendere le registrazioni a settori diversi da quelli che appaiono più rapidamente redditizi.....con i suoi interventi lo Stato ha necessariamente una responsabilità da assumere nella organizzazione delle banche dati, delle loro specializzazioni delle loro complementarietà”.

[4] ciò  ha creato non poche difficoltà di individuazione della efficacia di determinate norme emanate con regio decreto. Il regio decreto è stato infatti usato indistintamente sia come strumento di normazione primaria sia come strumento di normazione secondaria oltre che come forma tipica dell’atto amministrativo. La questione non ha soltanto valore storico ma presenta tuttora notevole interesse perché non pochi di quegli atti sono ancora vigenti ed è importante sapere quali hanno valore di norma primaria, perché la corte costituzionale può essere chiamata a pronunciarsi su tali atti, ma potrà pronunciarsi soltanto su quei decreti che hanno “forza di legge” (art.134  cost.)

[5] A fini notiziali sono anche le ripubblicazioni  dei testi normativi di cui agli articoli 10,11 e 12 del testo unico 1985 n.1092

[6] Il testo integrale della sentenza è pubblicato nella  Gazzetta ufficiale

[7] Il bollettino della regione Sicilia ha la denominazione di “ Gazzetta ufficiale della Regione siciliana”

[8] Dato il carattere di questa appendice non se ne può trattare diffusamente e si rinvia pertanto alle opere specializzate. Per un primo approccio si segnalano :

  1. Sciullo (a cura di), Introduzione alla ricerca dei dati giuridici.Torino,Giappichelli,1989 ;

A.Meloncelli, Come si cerca il diritto.Rimini, Maggioli editore,1990 ;

F.Venturini (a cura di), Le fonti per lo studio dell’amministrazione pubblica italiana.Bologna, il Mulino,1994.

[9] Sul significato di queste denominazioni v.G. Sciullo.op. cit. pag113-114

[10] Per un elenco v. F.Venturini.op. cit.pagg 497-525 ; v. anche A. Meloncelli,op.cit. pagg.31-45.

[11] Tale è il caso dell’enciclopedia dell’UTET di cui si sono succedute quattro edizioni :

il Digesto Italiano 1884-1921 ; il Nuovo Digesto Italiano 1937-1940 ; il Novissimo Digesto Italiano 1957-1975 ; il Digesto,quarta edizione.

[12] Per un approfondimento v. A. Meloncelli, Sistema della bibliografia giuridica. Strumento e metodo della ricerca bibliografica per la scienza del diritto.Milano,Giuffrè,1977.

[13] Per il periodo anteriore,a partire dal 1948,è consultabile l’archivio iter delle leggi statali della Camera dei deputati.

[14] Dal 1991, presso il Servizio informatica della Camera dei deputati - d’intesa con il coordinamento permanente dei sistemi informativi di legislazione statale e regionale dell’osservatorio legislativo interregionale - è stata creata, in parallelo a LREG, un’altra banca dati, denominata LREC, alimentata direttamente dalle regioni che partecipano alla sperimentazione, nella quale i testi delle leggi sono corredati da una classificazione per materia e dai riferimenti normativi ad altre leggi. Pur trattandosi di un segmento limitato di legislazione, la banca dati è stata aperta alla consultazione soprattutto per consentire alle altre regioni di prenderne visione direttamente e di partecipare al progetto, con il supporto della camera dei deputati e del gruppo di lavoro ad hoc costituito nell’ambito del coordinamento

[15] per informazioni si rinvia a M. Panizza, Il nuovo sito della Camera dei deputati, in Notiziario di informatica, 1999 n.2,Camera dei deputati.

[16]  A cura di  M. Ainis e R. Pagano